The Legend of Zelda: The Shadowgazer

zeldshadlogo

Ogni volta che è in sviluppo un fan-game che fa uso di sprite rippati, c’è sempre il rischio che l’azienda che ha prodotto il gioco originale faccia chiudere il progetto. Quando poi quest’ultimo si rivela di ottima qualità, le probabilità di vederlo completo sono ancora più remote. Speriamo che eccezione venga fatta con The Legend of Zelda: the Shadowgazer, titolo interamente sviluppato utilizzando Game Maker, dal momento che sembra essere il più promettente tra tutti i fan-game sulla saga Nintendo.

Sono tante le cose che rendono The Shadowgazer un titolo da tenere sott’occhio, partendo da un’ottima e colorata grafica (gli sprite, ripresi direttamente da The Minish Cap, sono stati chiaramente migliorati e i personaggi godono ora di nuove animazioni) fino ad arrivare a una cura maniacale per i dettagli. Fin dall’incipit, con un Link che si risveglia nella foresta, il gioco sembra estremamente in linea con i capitoli ufficiali della serie. Anche il logo e gli artwork, nonostante siano stati creati ad hoc per l’occasione, possono tranquillamente essere scambiati per ufficiali. Sfide a cavallo, ricerca di costellazioni, alternanza tra giorno e notte, svariate subquest ed epiche battaglie con boss preannunciano un’avventura ben più profonda di quanto non sembri.

La dicotomia tra sogni e incubi rappresenta la tematica principale di The Shadowgazer, riproponendo uno degli elementi tradizionali di Zelda: così come in A Link to The Past, Ocarina of Time e Twilight Princess, anche stavolta si avranno due versioni coesistenti dello stesso regno. Prevedibilmente ci sarà una Hyrule normale e una Hyrule onirica (raggiungibile addormentandosi su un letto), mentre le azioni svolte nell’una avranno delle ripercussioni sull’altra. Infatti, le paure nascoste degli abitanti del regno saranno visibili nel mondo illusorio e sarà compito del giocatore trasformare i loro peggiori incubi in sogni piacevoli: non a caso, l’oggetto magico di Link non è altro che un misterioso acchiappasogni.

Sulla pagina dedicata al progetto è possibile trovare dei video, immagini e una breve demo giocabile della grandezza di 4MB. Il gioco (almeno per ora) è in sviluppo per PC ma di sicuro avrebbe fatto la sua gran bella figura se fosse stato un homebrew per Nintendo DS o GBA. L’esperienza ci insegna a essere molto scettici ma incrociamo le dita e speriamo che questo progetto possa veder luce senza complicazioni. Intanto provate la demo.

Leggi il primo commento a questo articolo