Dopo avervi segnalato l’interessante articolo di Paolo Pedercini sull’attuale situazione della scena indipendente, abbiamo deciso di contattare proprio lui per fargli qualche domanda riguardo la Molleindustria, il particolarissimo team che più di una volta ha fatto parlare di sé.
Per prima cosa grazie per aver risposto: come presentereste la vostra attività a un ignaro utente della rete?
Molleindustria cerca di introdurre piccoli videogiochi non convenzionali nel mare magnum della rete come cura omeopatica all’idiozia dominante.
Oiligarchy è solo l’ultimo di una serie di titoli (Pretofilia, McDonald’s) di stampo fortemente socio-politico e che ha avuto una risonanza a livello anche internazionale. Come spiegate questo successo?
Qualche anno fa il videogioco con contenuti “seri” o “politici” era una novità e quindi faceva notizia. Per Operazione Pretofilia il polverone l’ha alzato l’onorevole Luca Volontè e i suoi amici fondamentalisti cattolici. A quanto pare Oiligarchy e the McDonald’s video game piacciono soprattutto in quanto giochi e secondariamente per il messaggio e l’ironia. In entrambi i casi l’intento non era quello di produrre titoli particolarmente divertenti, giocabili o longevi, ma a giudicare dai feedback ci siamo riusciti.
È vero che siete stati invitati a una convention perchè credevano che il vostro gioco su McDonald fosse un prodotto ufficiale? Potete raccontarci com’è andata?
Era una convention sui Serious Games a Birmingham, in Gran Bretagna, e gli organizzatori avevano così tanta voglia di coinvolgere società importanti che ci hanno invitato senza fare nessuna verifica. Non abbiamo presentato il McDonald’s video game perchè sapevamo che tra il pubblico ci sarebbe stato sicuramente qualcuno a conoscenza del gioco. Quindi in combutta con gli YesMen abbiamo raccontato una storia abbastanza complessa riguardo a questa fantomatica divisione della McDonald’s.
La McDonald’s Interactive produce una simulazione scientifica per addestrare manager, include fattori come deforestazione, effetto serra e si accorge che sul lungo termine l’industria dell’hamburger è insostenibile e contribuisce sostanzialmente alla distruzione dell’ecosfera. Gli scienziati della McDonald’s Interactive quindi si redimono e decidono di scindersi dalla società madre investendo le loro energie e conoscenze per la costruzione di una società più giusta. La conferenza si conclude con l’appello ad una sorta di rivoluzione non violenta e tutti i presenti applaudono e ci stringono le mani.
Insomma era una favola surreale ma con un messaggio abbastanza complesso sul ruolo positivo che scienziati e tecnologie di simulazione possono assumere. (Qui l’articolo di seriousgames.ning.com)
I giochi indipendenti stanno guadagnando terreno per vari motivi ed è sicuramente un’ottima occasione anche per l’Italia. Riuscirà il Bel Paese (a parte Molleindustria) a ritagliarsi uno spazio in questo settore o finirà fanalino di coda come al solito?
Sicuramente ci sono le possibilità perchè sviluppare indie games non richiede strutture o know-how super-specifici. Un ostacolo che ho constatato personalmente è la mancanza di un’interzona fra educazione scientifica/ingegneria ed educazione artistica/design. Ed è precisamente lo spazio in cui gli sviluppatori di videogiochi si troverebbero a proprio agio. Quello che succede è le accademie di belle arti sono estremamente conservatrici, i programmi di new media sono ghetizzati mentre i politecnici e le scuole di design, in assenza di sbocchi lavorativi non hanno interesse a proporre corsi sui videogiochi.
Ma al di là di questo c’è forse un problema più profondo che è il generale declino della vivacità culturale italiana. Non è solo una questione di “settore”, perchè qualcosa di innovativo accada deve esserci un contesto stimolante e ricettivo. Insomma, quando l’Italia era il paese all’avanguardia per il design industriale la gente andava al cinema a vedere Visconti e leggeva i libri di Pavese. Dalla fine degli anni 70 l’apparato mediatico berlusconiano ha prodotto una lenta ed inesorabile rivoluzione culturale, importando il peggio da oltreoceano, promuovendo un sistema di valori demenziale e scoraggiando o censurando ogni tipo di voce non allineata. Ed ora le stesse persone si apprestano a dare il colpo di grazia all’educazione formale. E’ una guerra contro l’intelligenza che non può non avere effetti nefasti a lungo termine.
Stando alla sezione Esibizioni del vostro sito, avete partecipato a tantissime presentazioni in giro per il mondo. Cosa si prova?
I giochi non sono decisamente concepiti per un contesto espositivo e certe volte rimango un po’ perplesso quando qualcuno vuole presentarli in ambiti artistico. Le presentazioni/conferenze, che accadano in centri sociali o università o festival di new media, sono sempre state esperienze positive e in un certo senso sono parte integrante del progetto che è in parte teorico.
Quali progetti avete in cantiere?
Il prossimo gioco potrebbe essere una sorta di avventura grafica sperimentale ma non posso dire di più.


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