Presso il Castel Sant’Elmo di Napoli si è svolto in questi giorni l’edizione 2008 di GameCon, la prima e principale fiera italiana riguardante giochi e videogiochi. All’evento, ricco di interessanti dibattiti e incontri, il nostro Melangeaddicted ha avuto modo di intervistare un gruppo di sviluppatori italiani indipendenti che sta perseguendo un progetto davvero interessante. Il team Hexence, composto da appena tre persone, sta infatti lavorando ad un’avventura grafica ispirata a Star Wars e intitolata Shadows of the Empire: da quanto visto finora il gioco promette dannatamente bene!.
All’evento erano presenti:
Cristiano Caliendo: Designer dei Dialoghi, Co-sceneggiatore, Public Relator.
Dario Scarpa: Programmatore, AGS scripting, GUI-designer, Co-sceneggiatore.
Qualcuno di voi può vantare esperienze pregresse nel settore dello sviluppo di videogiochi? Se si, a quali progetti ha preso parte?
Dario Scarpa: Io fondamentalmente sono un informatico, sviluppo software e sto conseguendo la laurea specialistica. Quindi la programmazione è un’attività che mi coinvolge tutti i giorni, così come l’interesse verso i videogiochi e le avventure grafiche.
Cristiano Caliendo: Per me è la prima esperienza nel settore ma ultimamente si sono aperte nuove possibilità commerciali, alcune delle quali approfondiremo anche nel corso della giornata! Per il resto non posso dire di avere esperienze dirette nel campo del game design, e penso che se si deve partire da qualche parte bisogna farlo con qualcosa di gratuito.
A che punto della programmazione siete?
D: La programmazione del primo gioco completo che uscirà , Hunting the Hunter, è al 70%. Il materiale è già tutto pronto, quindi si tratta di assemblarlo e implementare gli enigmi che sono già tutti definiti, così come la storyline. Manca giusto qualche dialogo, del quale però si dovrà occupare Cristiano.
Economicamente quanto sta pesando sul team la realizzazione del progetto? Mantenimento del sito a parte, che spese avete dovuto affrontare e quanto queste hanno inciso sul vostro lavoro.
D: Il bannerino di paypal non funziona! Il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo e in questo senso il progetto ci è costato molto ma, finché la cosa si fa per passione, ci può stare! L’importante è non aspettarsi qualche riscontro materiale per una produzione del genere.
C: Riguardo il sito, per fortuna, il nostro grafico Davide Canavero è il Webmaster di www.guerrestellari.net e per ora ci appoggiamo al loro portale. Tuttavia, stiamo cercando di staccarci da loro e quindi dovremo pagare di tasca nostra anche il dominio!
Come mai Windows Vista non è fra i sistemi operativi supportati? La demo funziona ma forse questo può significare qualche incompatibilità : ci si può aspettare che Vista venga ufficialmente incluso?
D: Adventure Game Studios (l’editor utilizzato per il gioco n.d.r) supporta pienamente anche le versioni più recenti di Windows Vista. L’unica cosa è che lo sviluppo dell’engine per Linux era portato avanti in maniera nativa ma per ora è stato un po’ abbandonato. Tuttavia, abbiamo fatto testing con Wine, un emulatore delle librerie di Windows nativo sotto Linux: ci potrebbe essere qualche problema con i PC davvero vecchi ma non con un pc potente. Con quel poco che basta andrà tutto liscio!
Il gioco supporterà anche i sistemi a 64 bit?
D: Non dovrebbero esserci problemi di sorta.
Che consiglio dareste a chi vuole imbarcarsi in un’opera di questa portata?
D: L’idea secondo me è produrre qualcosa che si avrebbe voluto giocare, per se stessi, per passione e non per soddisfare un pubblico commerciale. Bisogna fare qualcosa che piaccia, perché quando si ha a che fare con una produzione commerciale vengono posti dei picchetti. In questo caso invece c’è completa libertà .
C: Il vantaggio dell’indipendenza è fare quel che si vuole quando si vuole. Ma purtroppo la vita reale continua, quindi bisogna fare i conti anche con questo.
D: Ci si rende conto che sebbene si riesca a fare qualcosa nei ritagli di tempo, quando si devono rispettare delle scadenze o affrontare una parte particolarmente complessa si lavora tutto il giorno. Non a caso il Tech Demo è uscito nelle vacanze di Natale, a Capodanno e il prologo di Hunting the Hunter è uscito ad Agosto: al posto di andare al mare lavoravamo!
Abbiamo apprezzato molto l’umorismo della Tech Demo, sarà presente in misura simile anche nel prodotto finito?
D: In misura simile sicuramente no, però ci sarà un po’ di humour per sdrammatizzare il tutto ma semplicemente non raggiungeremo i livelli di demenzialità della prima demo.
C: Il fatto è che esistono molti progetti tributo sui prodotti della LucasArts ed è facile riempire il gioco di citazioni e ammiccamenti facendo leva su quell’immaginario. Noi faremo un gioco che è Guerre Stellari, quindi fedele allo spirito ‘Lucasiano’ e non a quello delle avventure demenziali.
La risposta dei fan fino ad ora com’è stata? Che reazioni vi aspettate nei confronti del prodotto finito?
D: Abbiamo cercato di rimanere il più fedeli possibile alla trama principale, pur avendo rivisto certi eventi come quello della costruzione della spada in chiave avventurosa quindi si dovranno cercare i pezzi necessari per costruirla. La risposta dei fan ad ogni modo è stata buona, anche se non avendo fatto uscire nulla di nuovo da molto tempo l’attenzione è calata. Sta di fatto che per l’uscita del gioco nel 2009 ci si può aspettare un buon riscontro.
C: Il nostro progetto è un adattamento a tutti gli effetti, che però abbraccia tutti i riferimenti relativi all’argomento attingendo da videogiochi, fumetti e libri. Il nostro grafico e capo progetto, Davide Canavero, ha inoltre notato errori di coerenza fra il libro e il fumetto: noi cercheremo di non farli, pur includendo tutti i media che contengono riferimenti all’episodio, adattando il tutto anche alla luce degli eventi rivelati nei tre film più recenti che al momento della stesura si SOTE non esistevano.
Qui potete trovare il sito ufficiale del progetto con tutte le info in merito.


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