Death Vegas

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Avete presente il dito che usate per premere ‘A’? Ottimo! Se avete intenzione di darvi da fare con Death Vegas vi conviene stipulare una polizza assicurativa, rubare la protesi di vostro nonno o trasformare il vostro fratellino di otto anni in una spietata macchina pigiatasti.  Stilisticamente abbiamo davanti un’opera spassionatamente ispirata a capolavori dell’art design, come Sin City e Killer 7, un cruento mix di stile e picchiaduro che vanta il character design più bizzarro e folle che ci sia capitato di vedere da molto tempo: si spazia da un nerboruto boxer con una manciata di siringhe conficcate nella schiena, a un inserviente con tanto di sturalavandini, senza trascurare personaggi un po’ più ordinari ma sempre sopra le righe. Insomma, i ragazzi di Adult Swim ci hanno davvero regalato qualcosa di stilisticamente ineccepibile.

L’azione si svolge come nella più classica tradizione dei picchiaduro: abbiamo uno story mode che ci presenterà le vicende di tutti e 9 i personaggi giocabili, rivelando una trama sopra la media e piacevolmente curata. Durante un combattimento, difendendersi o attaccare con successo riempirà gradualmente una barra: quando almeno una tacchetta sarà piena, potrete scatenare una inarrestabile serie di combo, il cui numero di colpi sarà direttamente proporzionale alle tacchette piene della barra in questione. Ogni personaggio vanta uno stile di combattimento ben differenziato da quello dei suoi avversari, sia per quanto riguarda gli attacchi standard che i due attacchi speciali effettuabili con [Z] e [X], sebbene le reali differenze dipenderanno molto dalla velocità d’attacco, poiché il sistema d’attacco associa la pressione del tasto [A] a quella di una delle croci direzionali, così da poter dirigere il colpo verso la parte alta, media o bassa dell’avversario. Il sistema di parata si basa molto sulla possibilità di intuire gli attacchi prima che essi arrivino al bersaglio: ciò permette all’avversario di prepararsi repentinamente a ricevere il colpo, ma state certi che riuscire a tenere costantemente d’occhio il nemico sarà un’impresa epica.

L’unica vera pecca di Death Vegas sta nel semplice fatto che sarete costretti a una frequente e rapida pressione del tasto [A] per i più svariati motivi, che possono andare dal vincere uno scontro di mosse speciali o per riprendersi da un temporaneo attimo di stordimento: personalmente, dopo aver completato la modalità storia tutta d’un fiato temevo di dover dire addio al mio anulare. E, come se non bastasse, non manca una modalità per due giocatori!
C’è poco da dire insomma: gli sviluppatori sono riusciti a sorprenderci, dando vita a un picchiaduro innovativo e frenetico, e sperimentando un concept che, se elaborato ulteriormente, potrebbe dar vita ai duelli più appassionati ai quali vi sia mai capitato di prendere parte.

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