
Già premiato in occasione degli Swedish Game Awards, Blueberry Garden è uno dei giochi più curiosi e affascinanti tra i finalisti del prossimo Independent Games Festival. Quest’adventure dalle tinte oniriche, in lizza per il premio Seumas McNally, non ha ancora una release date ma è già attesissimo da chiunque segua con attenzione la scena indie.
A due settimane dall’evento di San Francisco, ho deciso di contattare Erik Svedäng, unico sviluppatore del gioco, per scambiare quattro chiacchiere sulla sua piccola opera, sulla sua esperienza personale e sui bravissimi sviluppatori svedesi. È stata una piacevole conversazione, dalla quale trapela chiaramente sia la simpatica (e sicuramente positiva) ingenuità di Erik, sia l’apertura e la propensione ad attività artistiche da parte dei giovani sviluppatori nordeuropei.
Ciao Erik, so che è una rottura ma ti faccio una domanda a razzo: quand’è che hai cominciato a sviluppare giochi?
In realtà , fin da quando ero piccolo. Ho cominciato a realizzare giochi tradizionali all’età di 4 anni, ma raggiunti i 12 ho iniziato a studiare il linguaggio Basic. È da allora che ho cominciato a dedicarmi allo sviluppo di giochi per computer.
Tu hai partecipato alla recente Nordic Game Jam. Com’è andata?
È sempre grandioso incontrare altri sviluppatori indipendenti, e questa volta non faceva eccezione. Purtroppo non sono riuscito a terminare il gioco al quale stavo lavorando durante la competizione ma non me ne importava assolutamente niente. Trovo che l’idea di ‘jam’ sia veramente grandiosa: amo creare cose in modo così rapido e scialbo.
Preferisci sviluppare da solo o con altre persone?
Solitamente preferisco lavorare in un team assieme ad altri ragazzi ma per quanto riguarda Blueberry Garden ho fatto tutto da solo. Il gioco era troppo personale e significava molto per me: non potevo certamente permettere a qualcuno di aiutarmi.
Tu, Cactus (Jonatan Söderström), Nifflas (Nicklas Nygren), Konjak (Joakim Sandberg)… qualcuno pensa che in Svezia esista una pozione magica che permette di realizzare giochi favolosi. Rivelaci il segreto!
Ahah, che sia solo il clima noioso? Credo che un sacco di ragazzini qui siano spinti a essere creativi e fare tutto quello che vogliono, anche se si tratta di qualcosa di molto strano come sviluppare i propri giochi per computer.
Qual è il tuo gioco preferito?
Uhm… tra i miei preferiti ce ne sono diversi. Volendo unire sia giochi che videogiochi, StarCraft, Go e Magic the Gathering sono probabilmente quelli con cui ho speso la maggior parte del mio tempo. Invece il gioco che mi ha più impressionato sul lato artistico è senza ombra di dubbio Shadow of the Colossus.
Quanto tempo passi a sviluppare i tuoi giochi e quanto a provare altri titoli?
Non ne ho idea a dire il vero… Ho alcuni giochi preferiti sui quali ritorno di tanto in tanto e non ho davvero bisogno di altro. Solitamente sono molto interessato a giocare nuovi giochi ma quasi sempre mi limito a provarli rapidamente per vedere se sono di un qualche interesse, altrimenti li scarto subito.
Riassumi Blueberry Garden in poche parole.
Blueberry Garden è un esperimento di narrazione interattiva, in cui bisognerà esplorare un mondo strano e pulsante
C’è qualcosa a cui si ispira l’estetica del gioco?
In realtà no. È solo il mio stile di disegno, qualcosa che si è evoluto nel corso di anni e anni di scarabocchi, il più delle volte realizzati durante le noiose ore di lezione a scuola.
La musica di sottofondo del trailer sarà il tema principale del gioco?
Diciamo di sì. L’intero EP (che, credimi, è favoloso) da cui è tratta la canzone verrà utilizzato all’interno del gioco completo.
Poche persone usano GameMaker per sviluppare MMO. Dal momento che hai realizzato World of Pong, quali sono secondo te i pro e i contro di usare GM per questo tipo di giochi?
Potrei solo fare una lista di vantaggi e quasi nessun aspetto negativo. È il modo più rapido per realizzare cose grandiose. Chiunque dovrebbe imparare a usarlo.
Oltre a essere uno sviluppatore di giochi, sei anche un membro di Kloss, una band svedese che fa musica elettronica utilizzando i synth. Quali similitudini hai trovato tra la realizzazione di giochi e quella di brani musicali?
Oh, domanda davvero interessante. Amo davvero tanto imparare a utilizzare un nuovo medium, dedicandomi anima e corpo e tentando di sfruttarlo al meglio. È il processo creativo che porta dal nulla al qualcosa che mi rende più felice e soddisfatto: il tipo di medium che scelgo di utilizzare importa di meno.
Cosa suggerisci a chi vuole cominciare a realizzare giochi da solo?
Imparare anzitutto un linguaggio di programmazione, per poi creare qualcosa riguardo ciò che più è vicino al vostro cuore.


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