iPhone: terra promessa o grossa fregatura?

26032009-iphoneDi giochi indipendenti su iPhone ne stanno uscendo a palate, e la cosa promette di portare notevoli benefici sia agli sviluppatori che alla società della mela mangiucchiata. Si prospetterebbe un futuro tutto rose, fiori ed effusioni, se non fosse per l’ultima dichiarazione di Apple che pone dei termini ben definiti riguardo le condizioni economiche dei contratti di distribuzione. A quanto pare, la compagnia intende offrire sulle sue applicazioni un diritto di recesso di ben 90 giorni, entro il quale il cliente può pretendere la totale restituzione del credito. Il problema è che, nel momento in cui viene applicato tale diritto di recesso, Apple richiede una ‘commissione’ pari al 30% del costo del gioco: percentuale che graverà sullo sviluppatore. La norma è stata inserita di recente nel contratto che viene firmato dagli sviluppatori indipendenti interessati alle piattaforme di distribuzione Apple. Sembra insomma che l’azienda di Cupertino sia sul punto di darsi una devastante zappata sui piedi: spillare denaro agli sviluppatori pur di garantire un servizio di resa di ben tre mesi è una decisione parecchio azzardata, oltre che moralmente discutibile. Con ogni probabilità, tutto ciò porterà semplicemente a un leggero aumento dei software freeware e a una (forse sostanziale) diminuzione delle applicazioni disponibili: del resto, la voglia di sperimentare passa se non si è nemmeno certi dei possibili introiti.

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