Brandon Lee, alias ‘Il Corvo’, una volta morto non aveva alcuna intenzione di rendere l’anima al creatore. Anche il corvetto protagonista di A Crow in Hell non aveva nessuna voglia di morire e, nonostante sia infine finito sotto le ruote di una grossa moto, non avrà nulla di meglio da fare che raccogliere chiavi in un labirinto sotterraneo. Lo stile è sicuramente la componente che più caratterizza il gioco, dal momento che non ci sono particolari elementi di spicco eccetto un sistema di controllo tanto particolare quanto frustrante. Diciamo pure che Pyrozen ha realizzato un inno al trial&error: anche quando esauriremo le vite a disposizione, si potrà continuare dall’ultimo ceckpoint, in modo che si riesca a giocare senza che la frustrazione renda il tutto divertente quanto tirarsi un dente. Fortunatamente, i puzzle proposti sono molto originali e, dopotutto, bisogna sempre tener conto del fatto che le sfide impegnative hanno sempre una nutrita schiera di fan al seguito.
A Crow in Hell
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