Cioè, tipo da ragazzino avevi giocato a questo terribile top-down shooter con un miliardo di alieni. Dopo mesi dall’analista eri riuscito pure a dimenticarne il nome, ma era talmente brutto che sei cresciuto cercando sempre di evitare ogni gioco simile. Poi conosci questo Simone Bevilacqua, uno sviluppatore italiano che si fa chiamare Saimo, che è appassionato di retrogaming e che ha pure lavorato a un gioco di nome BOH. Come sarà ‘sto BOH? Boh. Però il nome è fico e decidi di comprarlo. Ma quando scopri che si tratta di un altro top-down shooter, e perdipiù con gli alieni, è ormai troppo tardi. Sei fottuto: ora devi giocarlo per forza.
Ti arriva a casa e lo apri, notando con stupore che è confezionato meglio di molti giochi venduti a 60€ sugli scaffali. Il manuale all’interno è corposo e curato, mentre il CD pare contenere sia la versione PC che quella per AmigaOS. E poi cazzo, c’è pure il cellophane! Lo installi e scarichi gli ultimi aggiornamenti dal sito ufficiale, perché sennò pare brutto. Poi installi pure quelli e avvii il gioco. All’inizio ti spaventi e pensi di aver settato male la risoluzione del monitor, ma poi capisci come stanno veramente i fatti: in ogni pixel, sprite o effetto sonoro, BOH è un incredibile omaggio alla vecchia scuola e all’epoca dell’Amiga, quando un coso marrone era l’alieno, il coso verde era il soldato e bip era il rumore di uno sparo.
Tutti i livelli di BOH sono disponibili fin dall’inizio, ordinati per difficoltà in modo da introdurre piano piano il giocatore nelle sue meccaniche. Mentre si stermina una quantità industriale di mostri, ratti giganti e droidi, si va in cerca di power-up, chiavi e interruttori, fino ad arrivare all’uscita del livello che, talvolta, è sorvegliata da un boss parecchio nervoso. Con un minimo di strategia e cervello lo si sconfigge tranquillamente, ma l’importante è non farlo avvicinare troppo. Ricominciare da capo un livello (soprattutto quelli più lunghi e complicati) non sempre è una cosa bella, ma in BOH tocca farci l’abitudine: il livello di difficoltà degli enigmi cresce smisuratamente e spesso si finisce per cadere in trappola e restare bloccati all’interno di alcune stanze. Usare la chiave giusta al momento giusto sarà fondamentale per riuscire a proseguire, mentre i vari oggetti danno una mano sia a orientarsi che ad affrontare i nemici. Oltre alla classica mappa, sarà possibile trovare lanterne e visori che allargano il proprio cono visivo, potenziamenti per la propria arma e un sensore che rileva l’avvicinarsi dei nemici nell’ombra.
Che poi, mentre ci giochi ti ricordi che quel top-down shooter di merda si chiamava Phobia III, e che questo BOH se lo mangia a colazione, pranzo e cena. E sono soddisfazioni.


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