Archive for agosto, 2009

T. Time

Posted by Angelantonio Citro On agosto - 31 - 2009

310809-t.timeSe state pensando di organizzare un tea-party fra soli gentleman, suppongo sarebbe decisamente una cattiva idea invitare Ron Carmel, l’altra metà di 2D Boy. Lo sviluppo di Henry Hatsworth per Nintendo DS deve averlo segnato parecchio, in particolare le stucchevoli (e deliziosamente snob) sequenze dedicate alla irrinunciabile cerimonia delle cinque.

Nel foderato salotto dell’eccentrico Hatsworth, era tutto un aleggiare di discorsi stravaganza intercalati da “Hum”, “Perbacco”, “Tuoni e fulmini” e “Giusto cielo” talmente stucchevoli che bombetta e monocolo spuntavano da sole, come funghi, sulla testa e sul volto del giocatore. Per Carmel è giunta l’ora della vendetta: questo è un lavoro per l’A-Team!

Con la sua consueta nonchalance, Mr. T si imbuca alla barbosissima festa esclusiva: i gentiluomini restano terrorizzati da tale energumeno che si lancia come una furia fra tavoli e  teiere. Alcuni tentano la fuga appendendosi al soffitto, ma nessuno sfugge al polverone. E questa volta un buon vestito non aiuterà, neanche se d’oro massiccio.

Gioca a T. Time

Scarica T. Time

Via il velo per la bella Salome

Posted by Angelantonio Citro On agosto - 30 - 2009

300809-salomeEccola qui, la bellissima principessa giudaica Salome, la cui tragica storia è stata narrata più e più volte nelle forme più disparate: film, canzoni e drammi, non ultimo quello di Oscar Wilde.

Ed è proprio la versione del dandy irlandese quella che il team di Tale of Tales ha dichiarato di aver assunto come canovaccio per lo sviluppo del loro ultimo progetto dal nome in codice Fatale. Nulla è ancora dato sapere sulla tipologia di gameplay che caratterizzerà questa “vignetta interattiva in 3D”, anche se i titoli precedenti (The Graveyard e The Path) fanno supporre a ragione una sorta di adventure in terza persona dal ritmo lento e dall’atmosfera curatissima e ricercata.

A disegnare e modellare la protagonista è stato l’artista Takayoshi Sato, di cui i ragazzi di ToT si rivelano grandi fan, già noto per aver lavorato a cosucce come GoldenEye Rogue Agent e i primi due episodi di Silent Hill. A quanto pare, Sato ha anche modellato un altro personaggio del gioco oltre a Salome che gli sviluppatori hanno ben pensato di celarci in nome del dio hype. Restate sintonizzati per saperlo prima di tutti, ma nel frattempo: a quale attrice dite che somiglia la nostra bella?

August Wind

Posted by Angelantonio Citro On agosto - 29 - 2009

Ci sono tantissimi motivi per i quali la saga di Star Fox si è conquistata così tanti fan: vuoi per il gameplay immediato, vuoi per il carattere bizzarro della cricca di McCloud, il solo ripensare ai cieli di Corneria basta a far rivenir la voglia di montare l’N64 (o di comprarlo su Virtual Console). A qualcuno un po’ più capace, invece, deve aver acceso qualche lampadina in più, tanto da influenzare lo sviluppo di un gioco: stiamo parlando di Jeremy Spillmann, graduatosi all’Università delle arti di Zurigo con il prototipo di August Wind.

Come intuibile dal trailer, si tratta di uno shooter con elementi bidimensionali in ambiente 3D che, oltre a essere splendidamente disegnato e animato, ha tantissimi punti in comune col capolavoro Nintendo di cui sopra. Andreas, il protagonista, è un tasso antropomorfo asso della cloche (e grande chiacchierone via radio) dalle grandi aspirazioni: il suo sogno è quello di vincere la competizione di agosto su Eelhaven VII. Vi partecipa un’intera flotta di ermellini e mammiferi vari (con la parlantina abbastanza sciolta), tutti aereo-muniti e intenti a sfidarsi a chi “estrae” più rottami dalla schiena di maestose creature delle nuvole.

A parte lo stile visivo e la “particolarità” della storia, la marcia in più di questo August Wind è il suo essere uno shooter aperto… free-roaming in pratica. In ogni momento si può infatti interrompere la caccia ai giganti bianchi, piuttosto che una corsa contro gli altri piloti per dedicarsi ad altro. Il gioco, inoltre, è suddiviso nei diversi giorni del mese di agosto, ed è ferma volontà dell’autore che nella versione completa saremo “liberi di spendere il giorno come ci piace e farlo come vogliamo”.

Scarica il prototipo di August Wind per PC o per Mac

Shadow Shoppe

Posted by Angelantonio Citro On agosto - 28 - 2009

280809-shadowshoppe“Tanto tempo fa, gli abitanti di una piccola città persero le loro ombre. Semplicemente scomparvero, e non tornarono mai più. Decisero allora di chiedere aiuto: scrissero una lettera e la affidarono alla notte. Una mattina arrivò in città un uomo con un’ombra: ‘Sono qui per ridarvi le vostre ombre’ disse. Costruì allora un negozio e si mise a fabbricarle”.

Questo che avete appena letto è il semplice ma affascinante pretesto alla base di Shadow Shoppe. Sarà un platform? Un RPG? Un exploration action? Nient di tutto questo, bensì un memory-game. Sviluppato dagli studenti del Singapore-Massachusetts Institute of Technology in occasione di un concorso estivo, in Shadow Shoppe impersoniamo un garzone del misterioso negozio di ombre. La procedura di creazione è semplice: una silhouette viene proiettata sul muro e sta a noi scegliere quale “tipo” assegnargli fra quelli disponibili nelle varie boccette di inchiostro (ma sarà inchiostro?). Dopo un paio di queste associazioni, cominceranno ad arrivare le ordinazioni: dei tenerissimi pacchetti salteranno sul bancone e chiederanno un particolare tipo di ombra fra quelle che abbiamo creato. Per servirli basta cliccare sulla silhouette corrispondente, solo che… chi se la ricorda?

Per quanto in definitiva si tratti “solo” di un gioco di associazioni, Shadow Shoppe è incorniciato magistralmente bene con musiche, animazioni e artwork da cartone animato ricchissimi di particolari e in grado di creare in poche scene (il prologo, il menù principale e il gioco vero e proprio) un’atmosfera affascinante, forse (nel senso buono) sprecata.

Gioca Shadow Shoppe

The Thing With 40 Eyes Girl

Posted by Angelantonio Citro On agosto - 27 - 2009

270809-TheThingWith20EyesGirlCavolo ragazzi, questo è prendere le cose alla lettera! Ron Carmel, l’altra “metà” di 2D Boy, dovendo sviluppare qualcosa al “minimo necessario” (per il contest dell’Experimental Gameplay Project, ormai l’avrete capito) ha esordito: ok, cosa c’è di più riduttivo che ridurre il numero di pixel?

Ecco così, (in 5 giorni di sviluppo) The Thing With 40 Eyes Girl. L’idea di Carmel si è concretizzata in un rhythm game composto di soli 256 pixel. È come trovarsi su una monocromatica pista da ballo anni ‘80 di 16×16 piastrelle che guidano i passi illuminandosi a ritmo di musica. Quale? La mitica Thriller dell’appena defunto re del pop (del resto, il titolo è una citazione del testo). Se siete fan bene, nel caso contrario (ma davvero non vi piace?) se avete un minimo di voglia ed esperienza potete facilmente cambiarla, sostituendola con la vostra preferita, modificando il file “song.ogg” ed editando i passi sul file “song.xml”. Nel caso, ovviamente non dimenticate di postarla!

Scarica The Thing With 40 Eyes Girl

Time Gentleman, Steam!

Posted by Angelantonio Citro On agosto - 26 - 2009

260809-zombiecow_steamQuest’estate ho provato a trattenere il fiato per dieci minuti, ma non ci sono riuscito. Per consolarmi, mi sono regalato una pianta pappapisciu e l’ho chiamata Murray. Ah, e ho anche finito felicemente i primi due episodi di Tales of Monkey Island. Non fatico a credere che anche voi abbiate fatto esattamente lo stesso. Che fare ora? Beh, potremmo andarci a cercare qualche avventura grafica vecchio stile che ancora non abbiamo giocato (ce n’è sempre una nei meandri di Wikipedia), oppure, già che siamo su Steam, potremmo scaricare l’ultimo surrogato di quel mondo a click e pixel che qualche volta era anche doppiato; vale a l’avventura grafica di Zombie Cow Studios Time Gentlemen, Please! all’insignificante prezzo di 3,99€.

Ve ne avevamo già parlato tempo fa: si tratta del sequel di Ben There, Dan That! (gratis se acquistate il gioco), ed è una punta e clicca nella quale i due sviluppatori-protagonisti Dan Marshall e Ben Ward devono sventare un malvagio piano di Hitler e del suo esercito di dinosauri nazisti. Se non basta questo a convincervi, scaricate la demo o, singolarmente, la prima avventura (che è gratis!).

Compra Ben There, Dan That! e Time Gentlemen, Please! su Steam a 3,99€

ERGON/LOGOS

Posted by Angelantonio Citro On agosto - 25 - 2009

250809-ERGON_LOGOSDopo Michael Todd con Broken Brothers, è arrivato il turno del nostro Paolo Pedercini di dire la sua sul “bare minimum”, il tema dell’Experimental Gameplay Project di questo mese. Molto semplicemente non credo che Gabler e soci possano aver mai pensato a qualcosa di così minimo, anzi minimalista. O sarebbe meglio dire futurista con “un’ossessione per la filosofia post-strutturalista francese”. ERGON/LOGOS è, per felice definizione del suo autore, un “meta-platform basato su un flusso di coscienza”.

“A voice comes to one in the dark. Imagine.”, così Samuel Beckett iniziava Company, uno dei suoi ultimi romanzi, e c’è un motivo per cui è considerato uno degli incipit più potenti della storia della letteratura. Non è importante chi sia il protagonista, che volto abbia o quale superpotere, semplicemente c’è qualcuno nell’oscurità a cui giunge una voce, e noi dobbiamo immaginarlo. Lo stesso vale per “I am an hero”: in una profonda oscurità, che poi è il buio della mente conseguente alla mancanza di immagini, qualcuno ci chiama, dichiara di essere un eroe, “il nostro eroe”, in partenza per la sua epopea fatta di scelte, salti, cadute, amori, dolori e morte. Ogni elemento, ogni bivio, percorso od ostacolo nell’universo-pagina di Pedercini ricorda il modo di “sviluppare” che i futuristi adoperavano per le loro tavole parolibere, dove con le sole parole stampate immobili su carta si pretendeva di trasmettere l’esplosione di una bomba o il volo di un aereoplano. In ERGON/LOGOS questo stesso procedimento definisce invece i bordi di una piattaforma, la profondità di una trappola o il tipo di morte. Già, perché inevitabilmente si deve finire in qualche modo. Io sono diventato diisslexsico.

Gioca a ERGON/LOGOS