Siete amanti di Star Wars? Avete perso la verginità con l’omino dorato delle vecchie avventure LucasArts? Allora preparatevi alla notizia più eccitante della vostra estate: finalmente abbiamo provato con mano una nuova beta di Star Wars: Shadow of the Empire – Hunting the Hunter, e lasciatevi solo dire che la Forza non è mai stata così fottutamente possente. Per i fan meno accaniti, Star Wars: Shadows of the Empire (SOTE) narra gli eventi fra gli episodi V e VI dell’esalogia lucasiana, ma non attraverso un film. Si trattava infatti dell’ennesima mossa fanservice (o meglio, ‘come guadagnare altro denaro da una licenza di successo’) composta da un albo a fumetti, un romanzo di Steve Perry (l’unico accettato dai fan), un gioco per Nintendo 64, action figure e persino un CD con colonna sonora. Insomma, una tessera semi-perduta del complicato puzzle di cui si compone la galassia lontana lontana. Da qualche anno, tuttavia, è anche l’oggetto del febbrile lavoro svolto dal team italiano Hexence, di Davide “Boba Fonts” Canavero (amministratore di GuerreStellari.net), Dario Scarpa e Cristiano Caliendo. Li avevamo incontrati al Gamecon dello scorso anno, dove avevano presentato (in una claustrofobica cella del Castel Sant’Elmo) una versione giocabile del prologo di Shadows Of The Empire – Huntig the Hunter.
Questa nuova beta contiene la parte immediatamente successiva al prologo (staccata da una cut-scene che però non è ancora pronta). Ci troviamo sul pianeta-discarica Ord Mantell nei panni di Dash Rendar, il quale sta cercando di recuperare per conto dell’Alleanza Ribelle (sotto lauto compenso) il povero Ian Solo, intrappolato in un blocco di grafite. Come è noto, il proprietario del Millennium Falcon deve un bel po’ di crediti al viscido Jabba, ed è ora nelle mani del cacciatore di taglie Boba Fett. Per trovare Solo bisogna quindi cercare Fett in un viaggio che ci porterà a incontrare il sanguinario droide IG-88.
Dopo aver attraversato la discarica, giungiamo a una sorta di zona residenziale, con tanto di localini, bazar, negozi e bar. Investigando, veniamo a sapere che IG-88 si trova in una fabbrica situata alla fine del binario del treno per il trasporto dei rifiuti che si vede (e si sente) passare di tanto in tanto a velocità folle. Ci si arriva senza troppe difficoltà , ma la porta d’ingresso è bella grossa e ovviamente chiusa. Come fare? Il cervello inizia a frullare: si provano diverse vie, poi si apre l’inventario a scomparsa scorrendo il mouse sulla parte superiore dello schermo. Ci sono dei fili, una bandoliera, alcune foglie e il com-link. Lo attiviamo, come sempre il droide Leebo (collegato in video dalla nave) è prodigo di suggerimenti e battute. Ci dice che l’unica è salire sul treno e manometterlo affinché sfondi la porta. Non sappiamo se stia scherzando o meno, ma in mancanza di altro decidiamo comunque di lanciarci sul treno in corsa, per atterrare con una capriola e manomettere i freni. Dopo un po’ di tentativi, il treno sfonda il portone ed ecco IG-88, o meglio il suo blaster, armato e pronto. Le probabilità di far fuoco per primi sono scarsissime: forse se si riuscisse a impallare il suo cervellino meccanico per qualche secondo… già , ma come? Semplice, portandolo a riflettere sui pro e i contro della sua furia omicida e della sua caccia a Fett. Un attimo che si distrae e parte lo scontro a fuoco. Colpi di blaster rimbalzano da tutte le parti… tranne dove dovrebbero. Forse si potrebbe colpirlo di sponda. E infatti dopo qualche tentativo, il vile è colpito e cede fracassato al suolo.
Questa è in sostanza la porzione di gioco su cui abbiamo potuto mettere le mani: c’è esplorazione, interazione con PNG, enigmi e ironia. Tutto in pieno stile LucasArts. Neanche a dirlo, il gioco è sviluppato con l’Adventure Game Studio, il tool messo a punto da Chris Jones e spremuto fino all’osso dal team Hexence, come dimostrano le attivissime sequenze di risoluzione di enigmi e di combattimento. Già , combattimenti a suon di blaster in un’avventura grafica! Che i puristi storcano pure il naso: Star Wars è anche questo: azione incalzata da una buona fanfara. E sarebbe stato da stupidi non sfruttare finalmente la soundtrack a cinque stelle composta per un film che non s’è mai fatto.
Ovviamente, anche gli effetti sonori (blaster, motori ecc…) sono tratti direttamente dal repertorio starwarsiano, così come per gli sprite. Gran parte degli elementi e degli scenari (come mostrano le immagini) è infatti frutto di un’attenta e paziente mescolanza di materiale “incollato” da un qualche frame di uno dei sei film della saga, di un videogioco o di un’illustrazione: tutto opportunamente ritoccato per servire al nuovo scopo. Un lavoro che solo dei fan sfegatati avrebbero potuto portare a termine con tanta perizia e così tanti particolari. È stupefacente, ad esempio, la realizzazione di Ord Mantell, che proprio per la sua natura di “pianeta discarica” deve presentare una variegatissima quantità di elementi irregolari accatastati a caso, oltre a una mescolanza di stili architettonici che in qualche modo risulti organica. Per non parlare poi degli interni e dei fondali ricchi di tante piccole (o meno piccole) animazioni in grado di renderli credibili e vivi. Sì, ma quando uscirà ? “Sarà pronto quando sarà pronto”, come si suol dire, anche se i tempi dovrebbero essersi drasticamente ridotti rispetto alle aspettative iniziali. Questo perché i ragazzi di Hexence pare abbiano accantonato per il momento l’idea di voler tramutare in gioco l’intera storia di SOTE (che vede protagonisti altri personaggi della saga come Lando Calrissian e Leila Organa) per concentrarsi sulla parte di vicenda dedicata a Dash Rendar. Il sottotitolo “Hunting the Hunter” sta infatti a denominare una sorta di “primo episodio” di quello che promette essere uno dei più ambiziosi e ben realizzati fan project della galassia.

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