Silent Conversation

130809-silentconversationQuando, nella nostra intervista di un mese fa, Gregory Weir ci aveva confidato che stava lavorando “a un gioco sulla lettura [...] con grafica sviluppata interamente ‘out of text’ e ambientazioni prese dalla letteratura popolare”, pensai: “Hey, svilupperà un platform usando caratteri ASCII invece dei soliti sprite bitmap”. E beh, in effetti questo è Silent Conversation, solo che è totalmente diverso da come me l’ero figurato.

Weir ci rivela tramite il suo blog: “occasionalmente, da piccolo, a tarda notte, vedevo le strutture delle parole sulla pagina come qualcosa di fisico; la fine di un paragrafo era una fenditura in una scogliera, e ogni indentazione un appiglio”. Questa è la suggestiva metafora alla base del nuovo gioco del papà di How to Rise a Dragon: il foglio è un pozzo senza fondo, i suoi margini i limiti dell’universo. In mezzo stanno le parole di narratori famosi come Lewis Carroll e H. P. Lovecraft, sospese misteriosamente in un ordine che dona senso. Un senso che va da sinistra a destra. Come Mario o Sonic, come l’occhio di chi legge le parole di cui il mondo sospeso è composto.

Occhio però! Non tutte le parole sono uguali: alcune celano significati oscuri, pronti a balzarvi addosso facendovi perdere il senso. Allora dovete tornare un po’ indietro, a raccogliere ciò che è andato perduto. Oppure tirare dritto senza voltarvi. Sempre e solo da sinistra a destra. Come Mario, come chi legge fra le righe del mondo.

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