Oggi facciamo un salto indietro di vent’anni nel mondo delle console portatili. Ai quei tempi, il termine “videogioco” significava ancora soltanto “roba per bambini”, mentre i genitori e i nonni avevano l’unico compito di sborsare denari per assicurare un mattoncino colorato (e qualche cartuccia che vi si inserisse) sotto l’albero dei propri pargoli. Parliamo ovviamente del “mattone” a 8-bit di Nintendo, il Game Boy.
Tutto questo per introdurre Boom, l’ultimo shooter di Jan Willem Nijman (già autore di 10800 zombies), ammirevole tributo al mondo degli FPS “ridotto”, appunto, in formato Game Boy. No, no non occorre che vi precipitiate a riesumare il vostro defunto mattoncino colorato (o avevate quello trasparente?): non è un progetto così ambizioso da essere venduto stampato su cartuccia (come Pier Solar o Guru Meditation), è gratis, per PC e richiede essenzialmente solo due-tre tasti (e le frecce), come Wolfenstein 3D.
Ovviamente l’unico modo per sviluppare un shooter tridimensionale fluido per Game Boy (senza essere Dylan Cuthbert), è non tener conto delle limitazioni hardware, e così Nijman ha fatto. Ma hey, guardate lo screenshot: quei verdi e quei gialli non vi ricordano un po’ i colori di Sarasa Land? Giocando a Boom, si è trasportati nel mondo giallastro e spigolosissimo del GB, con pixel talmente grossi che a volte si fatica persino a distinguere i nemici, gli elementi dello scenario e le armi. Per esempio, mica l’avevo capito che quella striscia nera era in realtà uno shotgun? Ah, ma ragazzi: questo è vero amore.


Forum
Chat
Podcast
Vai agli insiders

Leggi il primo commento a questo articolo




