Scandagliando gli infiniti meandri di Newgrounds, a un certo punto mi ha colpito l’iconcina di un gioco ritraente un curioso orsetto bianco. Ci premo su, aspetto che si carichi ed ecco che mi trovo di fronte un orso col cappello seduto comodamente dietro una scrivania che sorseggia da una tazza. Il titolo dice Warbears Mission 1: The Bank Robbery. Muovo un po’ il mouse e mi accorgo che, pur trattandosi di Flash in 2D, c’è una “telecamera” che segue i miei spostamenti. Niente male per un menù iniziale. Poi noto che in basso c’è scritto “English”, evidentemente ci sono più lingue. Ci premo su senza aspettarmi niente in verità e con mia sorpresa leggo: giapponese e italiano. Scelgo il mio idioma natale e clicco sul pulsantino lampeggiante sulla scrivania. È una chiamata dalla polizia: c’è un’emergenza alla banca che le semplici forze dell’ordine non possono gestire, servono i mitici Warbears.
Arrivati alla banca, i malfattori sono ovunque e hanno anche degli ostaggi, ma per fortuna l’agente Ryoh è già sul tetto pronto all’azione. Con un click sguaino le katane e mi lancio sul primo orso bruno. Un colpo in alto, una parata in basso e il marrano è al tappeto. C’è n’è un altro più in là , ma il menù di azione mi fa scegliere se avanzare o riestrarre le katane. Provo l’icona delle spade e… zak, l’antenna crolla, la punta rotola nel condotto d’areazione e va a finire proprio su uno degli ostaggi. Brutta mossa, ma ci sono ancora altri orsi da affrontare e due agenti che possono muoversi a piano terra ma… basta così, non vi spoilero nient’altro!
Quella in cui mi sono imbattuto è la prima delle avventure della simpatica, sgangherata, letale e tenerissima banda dei Warbears sviluppata dall’italiano Gionatan Iasio. Quel che colpisce in queste avventure grafiche, oltre al fine stile grafico e ad animazioni praticamente perfette, è l’immediatezza con cui si entra nell’azione in maniera del tutto diegetica, cioè senza alcuna sorta di menù o istruzioni varie, e l’apparenza semplice dalla quale spuntano di tanto in tanto soluzioni di gameplay piuttosto articolate e non frequentissime nelle avventure grafiche (un esempio è il sistema di combattimento che prevede colpi e parate alti e bassi, neanche fosse Prince of Persia 3D!). Le missioni in sé non sono complessissime, e alcuni direbbero che “non lasciano grande libertà ” (è più una partita a scacchi che un Monkey Island), ma è una vera goduria interagire con l’ambiente per scoprire che il risultato delle nostre azioni magari non è proprio quel che ci aspettavamo (l’antenna di cui sopra)… ma non importa, poiché il gioco va avanti lo stesso, e si può ancora vince!
Tutte le avventure dei Warbears sul sito ufficiale (che è anche il punto di accesso per la comunità virtuale in Bedtime City) dove potete anche scaricare modelli per papercraft, comprare magliette o scommettere sulla data d’uscita della prossima missione.


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