Lo sviluppatore dalle poche vocali Pablo Weremczuk è semplicemente un genio della cinetica. Ma niente Hadouken o impossibili catene di tasti: gli è bastato un (as)salto in avanti alla Wolverine per dimostrarlo. Prima di tutto il titolo: Vox Populi, Vox Dei, poi il sottotitolo: a werewolf thriller. La storia scorre in un breve filmato introduttivo: i lupi mannari hanno rapito la nostra ex e la tengono ora prigioniera, sottoposta chissà a quali tormenti. Qualcosa ci dice che, forse, è il caso di partire al salvataggio. Le prime schermate sono un pretesto per familiarizzare con i controlli (frecce direzionali e spazio), inseriti diegeticamente nel gioco, finché non si incontra il primo lupo mannaro. È nero, con gli occhi rossi e le fauci seghettate… ed è di spalle. Grave errore: il nostro si accovaccia e VLAM! in un lampo gli è addosso e lo sta già pestando a sangue. Il vile ulula inutilmente fino a cedere esangue.
Questo il momento in cui un piccolo “wow” ci sfugge dalle labbra per la prima volta: abbiamo appena sventrato un lupo mannaro con una tale genuina brutalità che non pare vero (non il solito gore splatter). Fortuna che nella schermata successiva ce n’è un altro… ed è sul bordo di un precipizio! Basta. Della parte action non vi spoilero nient’altro, ma vi basti sapere che poco più avanti scoprirete di poter diventare invisibili, e di doverlo fare per addentrarvi nella tana dei lupi e portare così in salvo la vostra bella in una fuga in pieno stile Oddworld.


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