Beacon

210909-beaconUn viaggio nell’oscurità, una lucciola per la salvezza. Questo è il dualismo che caratterizza Beacon, opera di Chevy Ray, in cui impersonerete un individuo perso nella solitudine e relegato nei meandri di una caverna. L’unico faro guida capace di tirarvi fuori da questo luogo tetro sarà una lucciola, una sfera luminosa, che fluttuerà lungo il livello e illuminerà le tenebre. Una strana sensazione di precarietà accompgnerà il vostro tentativo di fuga: dovendo obbligatoriamente inseguire la luce, non sarete completamente padroni del gioco, ma vi sentirete come sottostare a un elemento che lo caratterizza.

Infatti non potrete deviare nell’oscurità, visto che strane ombre e tenebrose creature sono pronte a trattenervi e farvi perdere per sempre. Ma seguire la vostra ancora di salvezza non sarà certo semplice; più volte prenderà delle vie parallele, per voi irraggiungibili, costringendovi a sfruttare la fioca luce di qualche cristallo sparuto come ultimo baluardo. Le animazioni delle ombre sono sfuggenti, rappresentando perfettamente lo spavento di queste strane creature dalla forma animale alla vista dei minimo bagliore. Altra particolarità è il sonoro: noterete come non è presente nessun liet motiv di base, ma il silenzio sarà di volta in volta interrotto da gocce d’acqua che si infrangono sul suolo. L’esperienza che Beacon vi propone non sarà certo breve, sui trenta minuti circa, ma caratterizzata da un grandissimo finale.

L’opera di Chevy Ray si è anche aggiudicata il Ludum Dare #15, il cui tema era la “caverna” ed erano ammessi solo giochi sviluppati nell’arco di 48 ore, sbaragliando la concorrenza degli altri 143 titoli in corsa.

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