Small Worlds

281009-smallworldIl primo impatto con Small Worlds e il suo universo fatto di giganteschi pixel potrebbe rivelarsi a dir poco traumatico. Ma basta osservarlo con occhio più attento e meno prevenuto per trovarlo un piccolo gioiellino visivo. Opera di David Shute, Small Worlds offre un mondo, anzi, tanti piccoli mondi da esplorare e in cui vi sentirete avvolti da sentimenti contrastanti e spesso assolutamente opposti, come la sicurezza e la precarietà. Se la prima è data dall’assenza totale di nemici, power-up o abilità particolari se non il saltare, la seconda è legata all’idea di fondo del gioco: man mano che continuate a proseguire nel livello, la telecamera si allontanerà dallo scenario di gioco, materializzandolo per intero. L’impressione è che il protagonista diventi pian piano sempre più piccolo, passando da un gigantesco blocco verticale di colore rosso a un piccolo lillipuziano. Il giocatore viene avvolto, quasi inglobato e inghiottito da questi mondi, i quali assumeranno le forme più svariate, come quelle di una sfera che cela una sola via di fuga. Si passa da piovose ambientazioni cittadine a paesaggi montuosi, mentre ogni livello è caratterizzato da una propria musica. Alla fine lasciamo il gioco con un dubbio: viviamo davvero in uno ‘small world’ oppure siamo noi a essere troppo piccoli per questi universi? Ah, se doveste rimanere bloccati in quel dedalo di vie che caratterizza l’opera di David, online trovate già una guida.

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