In beta dallo scorso maggio, è finalmente uscita la versione definitiva di Au Sable, seguito spirituale di All Of Our Friends Are Dead. Che a giocarlo, questo pseudo-platform shooter in dueddì con atmosfera darkeggiante e macabra, t’eri pure divertito. E anche un po’ inquietato, in realtà . Amon26 ha realizzato nient’altro che un more of the same, basato chiaramente su una versione migliorata dell’engine del gioco precedente: il sistema di controllo ha fatto passi avanti, la componente platform è finalmente messa a lustro, e al posto di MewTwo col fucile c’è MewTwo col fucile e con una parrucca rossa. A risentirne un po’ sono le sessioni di combattimento, meno immediate e coinvolgenti che in All Of Our Friends Are Dead: forse sarà anche per l’assenza del mirino, rimosso volutamente ma riattivabile seguendo le istruzioni presenti nel manuale di testo allegato al gioco. Il resto è proprio come lo ricordavamo: un viaggio tra limbo e inferi, cercando di blastare inquietanti creature e lasciandosi condizionare da tetri livelli dalle tinte rosse e nere, che manco fosse il gioco di Galliani.
Au Sable
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