Gravmari

091109-gravmari“Sei la mia stella”… Chissà quante volte avrete detto questa frase alla vostra lei o lui, ma ora finalmente avrete la possibilità di rendere più concretamente l’idea grazie a Gravmari, simulatore realizzato delle geniali menti di Hubris Arte. Un nome, un vessillo, dato che “ubris” in greco significa “tracotanza”. Partendo da una sfera e diventando un minuscolo asteroide, potrete presto diventare una splendente stella. Ma, stranamente, i ragazzi di Hubris hanno deciso di rendere “vivo” un ammasso di polveri e detriti spaziali. Sarà dapprima un embrione con una propria attività vitale, mentre dovrete accudirlo come se fosse un cucciolo da far crescere: lo vedrete evolvere e nutrirsi, noterete il suo nucleo plusare di vita. E, come tutti gli esseri viventi, si avvierà pian piano alla conclusione del suo percorso.

All’inizio avrete solo la possibilità di attirare ed inglobare dei piccoli frammenti di asteroidi che vi manterranno in vita e vi aiuteranno a crescere. Un po’ come in Osmos e in flOw, noterete pian piano che la vostra creatura si farà sempre più grande e in grado di catturare asteroidi di dimensioni sempre maggiori. Intanto, l’universo attorno a voi si allargherà costantemente, dandovi l’impressione che, sotto sotto, la vostra grandezza resti invariata. Chi ha pensato alla struttura di Katamari ci ha visto bene, perché gli stessi sviluppatori hanno ammesso di averlo preso a modello per Gravmari (il cui titolo, poi, suona anche uguale). La sensazione di solitudine e vuoto nello spazio è rappresentata alla perfezione, con l’assenza di qualsiasi rumore ad accompagnare il ciclo di vita dell’asteroidade, fatta eccezione del solo battito sordo del nucleo. Un consiglio, non relegate Gravmari ad esperienza da mordi e fuggi: sarebbe troppo riduttivo. Immergetevi nell’infinità e lascatevi cullare da questo mare gravitazionale.

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