Vi siete mai fermati a guardare una foglia che cade? Non quelle già a terra che si appoltigliano sotto le scarpe, intendo proprio una foglia gialla, in autunno, su un ramo mentre dondola un po’ e poi si stacca e cade giù volteggiando. È triste e sapete perché? Qualsiasi evoluzione faccia quella foglia contro o a favore del vento è destinata inesorabilmente a cadere a terra. Morta.
Questa è l’esperienza che Martin “Grapefrukt” Jonasson ha racchiuso in Leaf proponendolo al contest dell’EGP per il tema art-game (azzeccandoci in pieno, aggiungiamo noi). È semplicissimo: c’è una foglia, si stacca, cade, prova inutilmente a cavalcare il vento (con i tasti freccia) fino a posarsi, per sempre, in una pozzanghera. Semplice ma potente, come un haiku ben ricamato.


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