Audia

“Semplicemente geniale” è tutto quello che mi viene da scrivere pensando ad Audia, qui, alle tre di notte, col mal di testa che ho. Ma a volte ti capitano certe serate che ti passa tutto il sonno e ti fumeresti tutte le sigarette che hai nel cassetto, anche se hai smesso di fumare. E quindi cerchi di dire ai lettori di IndieVault più di Audia e meno della tua pessima giornata.

Piccola nota autobiografica per anticiparvi che questo Audia potrebbe togliere il sonno anche a voi, anche se non avete avuto una giornata del cavolo come la mia. Perché il piccolo miracolo audiovisivo sviluppato da Davioware, nella sua genialità e semplicità potrebbe trasformarsi tanto in un piacere quanto nel peggiore degli incubi per i vostri occhi e le vostre orecchie. Ed è incredibile l’ansia che può mettere a un giocatore intenzionato a ‘giocarci’ per bene.

Come funziona? Il concetto alla base di Audia è tanto semplice quanto profondo. Un po’ come da bambini tutti raccattavamo qua e là forchette, bicchieri e bottiglie per creare melodie tanto psichedeliche quanto improbabili, Audia ci mette a disposizione un piccolo e colorato sandbox colmo di ‘affari’ che sparano altri ‘affari’ che vanno a urtare contro rette e piattaforme, generando suoni diversi e di intensità più o meno variabile a seconda delle dimensioni delle superfici urtate, le relative posizioni e anche la violenza dell’impatto.

Audia è una perla di programmazione, un miraggio di qualcosa che potrebbe andare ben oltre un semplice esperimento audio-visivo. Speriamo che Davioware sappia farne tesoro a dovere.

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