Cerco di scrivere un’introduzione appropriata allo spirito di questo gioco da ormai troppo tempo. Si potrebbe iniziare a parlare semplicemente di Flower, oppure di Animal Crossing. Gli elementi in comune con il titolo PSN sono sicuramente evidenti: una pianura sconfinata, fiori che crescono, una folata di vento o una nuvola che sia, una manciata di note ipnotizzanti e tanta pace e tranquillità. Ma Animal Crossing? Perché mai bisognerebbe citare il mai troppo lodato titolo Nintendo?
Dopotutto, a leggerne le caratteristiche su carta, questa creazione nata dalla collaborazione di Bento Smile (Tanaka’s Friend Adventure) e Jasper Byrne (al lavoro da anni ormai su Amnesia), non ha certo molto in comune con una simulazione di villaggio rurale. Ai comandi del nostro mouse abbiamo una semplice nuvola, e la possibilità con un click di far scendere la pioggia dando origine così a un fiorellino. E a questo punto altro non ci resta che osservare l’intervento delle nostre simpatiche api, le quali spargono il polline che farà crescere nuovi alberi o pixellosi arbusti. Questo è This Is How Bees Work: nessun obiettivo, nessuno scopo. Soltanto un’infinita distesa color violetto e un cielo sempre azzurro. Davvero niente di più semplice e all’apparenza assolutamente ripetitivo. Eppure… eppure sono qua a giocare e rigiocare, a viaggiare con la mia nuvoletta dagli occhioni neri e seminare pioggia qua e là, guardare i fiorellini crescere e le api svolgere il resto del lavoro, assistere alla nascita degli alberi e alla loro rapida e armoniosa crescita.
Girovagare ancora, lasciare al mio passaggio pioggia come diluviasse e tornare indietro per trovare con soddisfazione una foresta intera. E mi addentro ora tra gli alberi, questa volta lentamente e senza far cadere una goccia, scorrazzo intorno a due alberi e poi mi fermo, trovo un piccolo spiazzo ancora vuoto e lascio una sola goccia per un solo e unico fiorellino che nascerà e diventerà cespuglio grazie alle laboriose api. E poi via, voglio continuare, mi allontano da questa creazione e vado a esplorare terre lontane. Si riprende la ciclica routine, trovando però piccoli cambiamenti ogni volta che si ritorna nella foresta: qualche albero ormai svanito e qualche cespuglio cresciuto, quelle foglie verdi diventate gialle e quelle altre invece rosa primavera.
E allora torniamo ad Animal Crossing e al suo divertimento che in realtà non esiste, ma che noi stessi inventiamo e creiamo. Chi al tempo su GameCube, o recentemente su DS e Wii, ha messo piede nel villaggio animalesco di Nintendo, sa cosa può significare la mancanza di scopi e obiettivi colmata da una gran dose di fantasia e libertà. E in questo titolo, tra alberi e api, si riscoprono esattamente le stesse sensazioni: quel tipico divertimento che non viene offerto, ma che allo stesso tempo è limitato esclusivamente dalla nostra creatività. In This Is How Bees Work non abbiamo fini, non abbiamo ricompense, non abbiamo spazi. Solo la nostra immaginazione e la libertà di creare il nostro spazio. E allo stesso tempo la possibilità di rilassarci, osservando e apprezzando questa natura a base di piante, api e pixel.
















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