Max & the Magic Marker

Premetto da subito che Max & the Magic Marker era uno dei giochi che più mi interessava provare su WiiWare. Vuoi perché mi ha sempre dato l’impressione che potesse espandere quanto di interessante avevo visto in Drawn to Life su Nintendo DS, vuoi perché il platform/puzzle per me resta uno dei mix più azzeccati che ci siano. Dunque devo ammettere che all’arrivo della review copy ero contento come un bambino davanti al suo nuovo giocattolo o, in questo caso, il suo nuovo pennarello.

Chi ci segue conosce bene il titolo di Press Play, ma oggi mi sento buono, e non negherò una rapida introduzione a chi soffre di improvvisi vuoti di memoria: Max & the Magic Marker è, come ho già accennato prima, un platform/puzzle dove impersoniamo un bambino che deve inseguire un mostro fuoriuscito magicamente da un disegno creato con un misterioso pennarello. La particolarità dell’avventura è che ogni cosa che disegniamo sullo schermo appare direttamente nel gioco, dandoci così la possibilità di superare ostacoli e risolvere enigmi.

Bando alle ciance, dunque, e mano al Wiimote (più Nunchuk, unico sistema di controllo utilizzabile). All’avvio, la prima cosa che mi ha colpito è stata l’ottima realizzazione grafica: così come il piccolo modello poligonale del protagonista, ambienti, nemici e oggetti sono disegnati a mano con grande cura, mentre le animazioni, sia di Max che delle altre creature, sono praticamente perfette. Il gioco propone tre mondi da esplorare, ognuno formato da cinque livelli. Per accumulare inchiostro da utilizzare per disegnare, bisogna raccogliere delle apposite sfere arancioni: in ogni caso c’è un limite prestabilito di inchiostro utilizzabile per ogni frazione di livello, che viene azzerato raggiungendo i checkpoint (eh si, amici del risparmio). Il primo stage spiega molto brevemente il funzionamento del pennarello e delle meccaniche base: con A si disegna, con B si cancella. Come saprete, poi, il gioco utilizza un motore fisico, elemento di centrale importanza visto che dovremo tenere in conto tantissimi fattori prima di disegnare (inclinazione di superfici, presenza di elementi in movimento, e via dicendo). Il sistema di controllo funziona abbastanza bene: dico “abbastanza”, perché se guidare Max con lo stick del Nunchuck è comodissimo, ogni tanto disegnare col Wiimote dà qualche noia, vista l’ovvia impossibilità di avere un contatto diretto con la superficie di disegno (all’inizio non lo percepirete come un problema, ma con l’aumentare della difficoltà degli enigmi e della necessità di essere più precisi e parsimoniosi possibili con l’inchiostro, ve ne accorgerete sicuramente). Questa comunque non la considero una mancanza da parte degli sviluppatori, che hanno fatto quanto potevano per rendere il sistema più comodo possibile (addirittura, volendo, è possibile disegnare con calma mettendo il gioco in pausa in qualsiasi momento).

Inutile dirlo, il punto forte dell’opera sono gli enigmi: praticamente tutte le situazioni possono essere affrontate in vari modi. Vi faccio un esempio: per raggiungere una piattaforma molto alta, possiamo disegnare una linea verticale a mò di corda, con dei piccoli tratti orizzontali che fungeranno da scalini, oppure disegnare una leva e un masso (che potremo appesantire calcando il tratto), e farci catapultare direttamente a destinazione, ma anche sfidare le leggi della fisica sfruttando pareti e appigli per creare improbabili piattaforme (vi assicuro che ne ho disegnate alcune da denuncia). Insomma, si dà davvero spazio alla fantasia. In generale, gli enigmi sono abbastanza vari, anche se dopo aver giocato i cinque livelli del primo mondo vi accorgerete che alcuni puzzle si ripeteranno un po’ troppo spesso. Ciò si nota soprattutto se deciderete di proseguire senza curarvi troppo di raccogliere i vari collezionabili sparsi lungo la strada: proprio per questo, vi consiglio di provare a completare Max & the Magic Marker al 100%, visto che i puzzle più interessanti e difficili sono riservati proprio ai cacciatori di sfere più impavidi (per raggiungerne alcune dovrete far faticare un bel po’ le meningi). Inoltre, in questo modo sbloccherete degli extra (come  la modalità Parco Giochi, dove disegnare liberamente), aumentando così la longevità del titolo, che già di suo è decisamente sopra la media generale dei prodotti indie, ve l’assicuro.

In definitiva, vi consiglio caldamente (non so da voi, ma da me si gela NdR) di farci un pensierino: il gioco vale sicuramente i 1000 Wii Points (10€) che costa e, nonostante qualche lieve mancanza, attualmente è senza dubbio uno dei giochi più divertenti, interessanti e longevi che ci siano sul Wii Shop. La serie, secondo me, raggiungerebbe l’apice su DS: chissà che delle buone vendite non convincano gli sviluppatori a spostarsi sul portatile Nintendo.

Sito ufficiale di Max and the Magic Marker

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