Una storia, realizzata in un giorno e raccontata molto brevemente. Siamo un personaggio femminile, questa volta: una semplice ragazza tanto dolce quanto impavida, che vuole ad ogni costo riscattare l’immagine e il valore di tutte le donne, e dimostrare così forza e coraggio a se stessa, ai suoi genitori, agli amici e ai conoscenti.
Per farlo ci addentreremo in un’avventura degna del più antico dei Final Fantasy, quando ancora andare in cerca di cristalli sperduti per il mondo andava di gran moda. Ed è infatti questa la missione che abbiamo scelto per risollevare il nostro orgoglio e quello delle nostre compagne: viaggiare fino ai quattro angoli più remoti del pianeta e recuperare le quattro pietre magiche, sepolte ciascuna in ognuno dei dungeon in cui ci avventureremo. Tutto molto rapidamente, però. A Very Brief Story infatti taglia corto, e separa le nostre lontane destinazioni a non più di una schermata dal nostro villaggio d’origine. Quattro dungeon, una manciata di stanze, qualche blocco da spostare rubato ai primi Zelda, un paesino natale, cinque personaggi e i loro commenti (contrari o favorevoli alla nostra decisione) da ascoltare ad ogni nostro ritorno: così e con questi semplici ingredienti, dopo il grande Everything Started To Fall, Alexis “Alexitròn” Gonzales sforna quello che vuole essere soltanto un piccolo racconto di una piccola grande avventura. Un racconto breve e niente più, che non dà troppa importanza all’impresa compiuta, bensì a come ci siamo sentiti (noi e il nostro alter ego) nel compierla.


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