Parlare di sopravvissuti e isole misteriose in questi giorni tira parecchio: lo sapevate che è cominciata l’ultima stagione di Lost? Beh, a me non frega una pera, ma sapevatelo. Tuttavia è possibile che i ragazzi di Twofold Secret siano dei grandi appassionati della serie, vista l’ambientazione del loro Where We Remain. L’intro ricorda un po’ A Link to the Past e Link’s Awakening: ti risvegli spaesato, steso sulla sabbia di un’isola deserta, e l’unico oggetto che trovi accanto è una lettera. La persona che più ami (potete scegliere un nome, io l’ho chiamata Peppe) è stata rapita e tenuta prigioniera in qualche caverna di questo fetente sputo di terra fluttuante. Si andrà di grotta in grotta, raccogliendo gli indizi e i consigli che man mano porteranno a quella giusta: ciascuna caverna è popolata da alcuni fantasmi, i quali si muoveranno in base ai tuoi spostamenti. Non potrai attaccarli, e l’unica soluzione è ingannarli fino a farli schiantare contro delle rocce sacre. Facile? Manco tanto, a dire la verità : l’unico modo per ricaricare la vostra “energia” è quella di raccogliere fiori magici, i quali però, se presi in gran numero, possono attirare l’attenzione degli spiriti dell’isola. E lì o te la dai a gambe o sei fritto: non appena il vento comincia a soffiare più forte, l’unica cosa sensata da fare è trovare riparo in una grotta o in un luogo sacro.
L’atmosfera è affascinante, e inizialmente il gioco lascia piacevolmente spaesati, mentre si chiude in bellezza con la presenza di alcuni achievement, di finali alternativi e di un intelligentissimo sistema di suggerimenti.


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