Starfeld

Il secondo capitolo di Mass Effect è atterrato da pochi giorni sul pianeta Terra, e in moltissimi ormai (ovvero, tutti tranne me) saranno impegnati a navigare nello spazio a bordo della Normandy. Quello che abbiamo qui è sempre un gioco che ci porta in giro per l’universo tra asteroidi e colpi laser, ma che paragone sarebbe se non ci fosse almeno un pizzico di quell’elemento Beautiful che caratterizza il titolo Bioware?

Starfeld ci mette a bordo di una piccola navicella, in quello che pare essere un semplice  shooter a scorrimento orizzontale. Presto però noteremo che la nostra preoccupazione non sarà soltanto quella di sparare raggi laser e dribblare asteroidi (anzi, non dovremo neanche pensare a sparare, dato che questo avviene in automatico), bensì anche quella di effettuare piccole decisioni, le quali influenzeranno i rapporti con l’equipaggio e gli avvenimenti della pur brevissima trama. Il tutto tra una piccola missione e l’altra, una manciata di power-up e qualche dialogo all’interno della nave con i nostri subordinati. Fino ad arrivare al brusco e decisivo finale.

L’ultimo lavoro di Stephen Lavelle è nella componente shooter forse fin troppo semplice ed essenziale. Ma lo stile grezzo, l’abbozzata trama e forse soprattutto i dialoghi in certi casi leggermente disturbanti, fanno di Starfeld un titolo interessante, dotato di una certa personalità e (cosa non da poco) che lascia molto spazio libero alla nostra immaginazione.

Noi che non abbiamo Mass Effect 2 consoliamoci e giochiamo a Starfeld

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