The Flower Shop

Celso Riva non mi perdonerà mai l’aver iniziato a parlare del suo ultimo lavoro citando il fin troppo conosciuto Farmville. In quanti saremo a odiare questo simulatore di fattoria che giornalmente su Facebook invade le nostre bacheche, come se a noi importasse qualcosa del fatto che il nostro amico ha appena ritrovato la sua ennesima pecora smarrita? Ebbene, mettiamo un attimo da parte il nostro rancore profondo per il maledetto Farmville, e diamo un’occhiata a The Flower Shop, sapendo (è bene chiarirlo fin da subito) che con il noto simulatore di fattoria non c’entra sostanzialmente un cavolo (restando in tema di ortaggi). Ma era solo per fare un collegamento con l’ambientazione, e con giusto qualche sparuto elemento di gameplay. Quello che rende The Flower Shop un’esperienza completamente diversa fin dal primo momento è il fatto che amalgama in se, oltre a quello di gestionale, altri due generi che potremmo dire sconosciuti dalle nostre parti: le Visual Novel e i Dating Sim, molto in voga invece nella Terra del Sol Levante. Tipologie di gioco sicuramente inusuali per chi mangia pane e azione a merenda, dove a fare da padrone sono i dialoghi fiume, i rapporti con gli altri personaggi (di solito ragazze di cui ci innamoreremo), i nostri sentimenti e le scelte che effettueremo in base a questi. Orrore e raccapriccio di chiunque viaggi a racing game ed fps, ma a conti fatti un genere in grado di regalare storie coinvolgenti ed affascinanti: questo titolo ne è la piacevole prova.

Iniziamo dunque il nostro viaggio con The Flower Shop, ultima creazione dal piacevole stile anime del giovane sviluppatore italiano Celso Riva. Vestiamo i panni di Steve, uno studente di Los Angeles ancora un po’ pigro e distratto in tutto quello che fa: nello studio che non va affatto a gonfie vele, e nei rapporti con la sua ragazza, Jill, che presto si stancherà di noi e difatti ci pianterà. A niente serviranno la nostra rabbia e i nostri giri di pensieri, nostro padre ha già in mente la soluzione che fa per noi e quello che potrebbe darci un po’ più di carattere e determinazione nella vita: lavorare i tre mesi estivi alla fattoria dello zio Sam. Le nostre braccia e il nostro sudore, volenti o meno, torneranno utili nelle tante mansioni giornaliere, e soprattutto nella lavorazione di un piccolo pezzo d’orto, che ci verrà donato per essere coltivato a nostro piacimento e da cui potremo ricavarne anche qualche soldino vendendone il raccolto. Luogo della nostra permanenza estiva è una piccola ma adorabile casetta in quel di Fairbrook, isolato paesino di campagna che si svelerà presto essere un luogo armonioso e rilassante. Conosceremo quasi subito tre ragazze: Clara, Susana e Marian, ognuna con le proprie passioni, i propri sogni, le proprie speranze e i propri dilemmi, che ci verranno confidati oppure no, a seconda di come noi stessi faremo evolvere i rapporti. Ogni evento che si susseguirà sarà completamente in mano alle nostre scelte. Potremo tornare dalla nostra vacanza ricordando una semplice amicizia, o potrà sbocciare ben più di una relazione amichevole: tutto dipenderà dal comportamento e dalle azioni guidate dai nostri stessi sentimenti.

Scopriamo allora che questa vacanza non sarà poi così male come ci sembrava. Ci sveglieremo ogni giorno all’alba e lavoreremo il nostro orticello fino a ora di pranzo, per avere poi le ore del pomeriggio a nostra completa disposizione. Potremo continuare a lavorare anche sotto il sole più cocente, o, cosa più saggia, dare il meglio di noi soltanto alla mattina e riposarci poi meritatamente a letto. Oppure decidere di approfondire i nostri rapporti con la ragazza che ci ha rapiti fin dal primo istante, scegliere di frequentare in amicizia tutte e tre le ragazze, o tentare di riavvicinarci a Jill telefonandole, dimostrando in noi qualche cambiamento positivo. Gestiremo i nostri giorni molto semplicemente dal calendario settimanale, che programmeremo noi stessi ogni sette giorni. In questa occasione potremo anche tenere d’occhio il nostro grado di salute (in base a quanto lavoreremo e riposeremo) e l’andamento di alcune nostre caratteristiche, le quali influenzeranno e saranno influenzate da tutti i nostri rapporti interpersonali. Frequentare l’una o l’altra ragazza, e condividere le rispettive attività, contribuirà infatti a migliorare queste nostre qualità. Spetterà a noi, ovviamente, scoprire quali doti saranno apprezzate da ciascuna di loro, e soprattutto come dovremo fare per incrementarle: non basterà di certo concentrarci a frequentare soltanto la ragazza che preferiamo, ma dovremo spartire in modo giusto il nostro tempo, così che ogni ragazza sia per noi motivo di maturazione personale. E il meccanismo funziona: ci vorrà del tempo per comprenderlo e assimilarlo, ma il tutto si rivela decisamente affascinante e coinvolgente. Scegliere l’azione giusta e conversare nel modo più adeguato (scherzando, complimentandosi, incoraggiando, agendo in maniera differente a seconda della situazione e dell’interlocutore), ci permetterà di migliorare l’affinità tra noi e la ragazza che avremo di fronte, o in certi casi anche tra noi e nostro zio Sam. Appare evidente quindi, come sia importante, se non essenziale, comprendere gli stati d’animo e i caratteri propri di ogni personaggio. Aspetto che in The Flower Shop si dimostra essere ben studiato e di conseguenza coinvolgente per il giocatore, oltre che fresco e innovativo per chi non ha mai messo piede nel genere delle Visual Novel.

Ma non dimentichiamo che siamo qui per sgobbare e lavorare sodo, non soltanto per pensare a romanticherie. Sveglia all’alba, colazione a base di uova e bacon, zappa e rastrello in mano: andiamo quindi a vedere l’altro lato del gioco, quello di “simulatore di orticello”. Abbiamo il nostro piccolo terreno suddiviso in una ventina di zone, le quali potranno essere lavorate e coltivate indipendentemente le une dalle altre. A nostra disposizione più tipologie di piantine (che potremo acquistare in fioreria ogni volta che ci recheremo da Susana), differenti non solo per nome, ma anche per altre caratteristiche come prezzo d’acquisto, prezzo di vendita e giorni necessari alla maturazione: tutti aspetti che, al fine di una migliore rendita economica del terreno, faremo molto bene a tenere in alta considerazione. Servirà inoltre fare attenzione alla coltivazione vera e propria, limitare il proliferarsi dei parassiti, tenere controllate le erbacce varie e innaffiare le piante correttamente. Si sente a dire il vero in queste fasi la mancanza di alcune cose: manca la pioggia e il prevedere il tempo dei giorni successivi, ad esempio; manca un qualche tipo di variazione dei prezzi di acquisto/vendita, o una qualche richiesta da soddisfare (una volta scoperta la coltura più vantaggiosa ci concentreremo solo su quella). Per il resto il tutto avviene in modo molto intuitivo, veloce e semplice, senza complicazioni. Divertente e stimolante le prime settimane, un po’ meno in seguito e nelle successive partite. Diciamo pure che anche queste fasi “lavorative” si mantengono sullo stesso tenore rilassante delle fasi più tranquille di interazione con i personaggi. Ad ogni modo, ricordiamoci che il motivo della nostra vacanza è darci da fare, e tutti si aspettano da parte nostra impegno e buona volontà. Sarà quindi il caso di non fare troppo i pigri (ma neanche di ammazzarci troppo, sottolineo): oltre ai rapporti interpersonali, anche il nostro lavoro sul campo segnerà alcune nostre qualità, influenzando così di conseguenza anche lo svolgersi degli eventi.

Lavoro e svago, quindi. Impegno e accrescimento. Amicizie o amori. The Flower Shop ci prende dalle nostre città e dalle nostre scrivanie, e ci porta per un breve pomeriggio a passare una rilassante e piacevole vacanza in campagna. Tra luoghi che profumano di natura e di vecchi stili di vita, e personaggi semplici ma “reali” di cui ci affezioneremo molto facilmente. Uno zio pronto a farci crescere interiormente e quattro ragazze per cui sperare in un lieto fine romantico (nove i possibili finali). In ogni caso, una vacanza che il buon Steve non dimenticherà. E pensare che doveva essere una punizione per gli scarsi risultati a scuola. Sono proprio sfacciatamente fortunati questi protagonisti dei videogiochi.

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