The Void

Riflettete: è banale dire che ogni videogioco costituisce un mondo a sé? Può darsi, ma di sicuro non è sempre vero. Non nella stessa misura almeno. Trovarsi di fronte a un mondo nuovo è come visitare per la prima volta una città della Russia in pieno inverno: le strade sono un unico lastrone di ghiaccio. Voi sapete camminare sul ghiaccio? No, e allora eccovi strafacciati a terra al primo attraversamento pedonale. Un nuovo mondo significa vedere l’America e chiamarla India; significa tentare di definire qualcosa di nuovo, di mai visto con gli strumenti (anche mentali) che ci portiamo dietro. Dalle parti di Indie Vault questo capita praticamente ogni giorno. Spesso però i “titoli” di cui parliamo offrono appena appena un assaggio di mondo. La scena indie, vuoi per la natura sperimentale dei giochi, vuoi per i pochi mezzi a disposizione degli sviluppatori, è fatta così e, quando l’assaggio è gustoso, ci va più che bene. Ogni tanto però capita di imbattersi in un pianeta intero, cioè in qualcosa di grande e ben definito. È il caso di The Void, opera dei russi Ice-Pick Lodge.

Apriamo gli occhi su un’isola circondata dalle tenebre. Domina il grigio della pietra e del legno smorto. Guardandoci intorno ci accorgiamo di essere posati su di una lingua colossale che sembra come un serpente marino pietrificato in aria. Una voce di donna ci sussurra qualcosa. Per non morire, ci dice, dobbiamo raccogliere un cuore. E in fretta, anche. Il tempo è nemico, passando ci succhia linfa vitale che in questo universo è fatta di colori.

Sono i colori infatti la chiave di tutto: una volta raccolti sotto forma di pianticelle essi si accumulano in speciali “sacche” all’interno del nostro corpo, che vanno poi svuotate nei vari cuori che raccoglieremo esplorando questo mondo da incubo. Ogni colore (ce ne sono sette) ci garantisce una determinata caratteristica (forza, resistenza, fortuna, velocità, ecc…) ed è essenziale per tracciare un determinato tipo di glifo. Il primo, che ci verrà presto insegnato dalla nostra Sorellina, serve a impollinare gli sterili arbusti abbarbicati qua e là in giardini nebbiosi. Ciò è vitale, perché è solo grazie al loro successivo rifiorire che potremo disporre di un’adeguata dose di colore per andare avanti.

Il “Void” è un mondo alieno e ostile come non se ne sono mai visti. Comprenderne le regole inizialmente è così difficile che dopo un’oretta di gioco ho dovuto ricominciarlo da capo. Lo spietato scorrere del tempo (che vi ricordo ci succhia continuamente linfa vitale) non perdona e non smette mai, neanche sulla mappa. Al massimo si può regolare (con i tasti Pag.su e Pag.giù, ricordatelo!), ma rimane un avversario temibilissimo con cui sarà necessario scendere a patti per far fiorire i nostri colori e spostarci fra le varie “isole”.

Oltre a mostri e aberrazioni varie, in questi luoghi ci attendono le Sorelle, guide e insieme fulcro della trama. Previa offerta di colore, esse si offriranno a noi; sono madri e amanti, prigioniere e insieme prigione di se stesse. Tutte a modo loro sono stupefacenti, sia per pura estetica (lussuriosa, mistica, decadente…), sia per il feeling che viene a crearsi interagendovi e nutrendole di colori. Per capirci, è come se il mosaico di psicologie femminili “accennato” in The Path qui venisse smantellato in ogni tassello e datoci in pasto senza divagazioni, perché giù al Void non ci si può permettere di perder tempo.

Ricapitolando, The Void ci immerge in un mondo alieno ostile all’inverosimile, le cui regole e la cui cultura dei colori vanno apprese sul campo sbagliando e riprovando, quasi inevitabilmente ricominciando il gioco da capo. In certa parte è anche un po’ frustrante, come coi vecchi arcade dove si andava avanti a forza di “New Game”. Nonostante ciò non ce la si fa a mollare: c’è un enigma da risolvere, un mondo da esplorare, le Sorelle da salvare e i Fratelli (non ve ne ho parlato eh?) da affrontare. Con il cuore colmo di colore mi sento di incoraggiarvi a guardare nell’abisso e a lasciare che l’abisso (finalmente) guardi dentro di voi.

Sito ufficiale – The Void

P.S. Sul sito ufficiale non dimenticate di scaricare il pacchetto di extra (è un torrent legale) con bozzetti, musiche e interviste in russo agli sviluppatori.

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