Ci risiamo: anche quest’anno è tornata la Game Developers Conference e, con essa, anche il delirio di news e aggiornamenti quotidiani direttamente da San Francisco. Pochi minuti fa ha avuto inizio l’Independent Games Summit, una serie di dibattiti legati alla scena dello sviluppo indipendente, il primo dei quali era legato a un’interessante realtà annunciata nei giorni passati: Indie Fund. Per parlarne è salito sul palco Ron Carmel (2D Boy), che ha presentato questo nuovo attore nella mediazione tra sviluppatore e pubblico (sostituendo di fatto la figura del publisher). Il rapporto tra publisher e sviluppatori indie “non ha mai funzionato”, ha affermato Carmel elencando una serie di motivazioni e problematiche a sostegno delle sue parole.
Anzitutto, i publisher concedono troppo denaro agli sviluppatori che hanno in cantiere piccoli progetti per piattaforme di distribuzione digitale: World of Goo è stato realizzato con soli 120.000$, mentre le grandi aziende offrono ben più denaro per poi chiedere in cambio un’elevata percentuale degli incassi una volta che il gioco viene pubblicato. Inoltre, se in passato un publisher doveva conferire il denaro necessario alla produzione e distribuzione dei supporti fisici, oggi, grazie ai canali digitali, tale spesa non è più necessaria.
Carmel ha raccontato anche dell’esperienza avuta con Microsoft, nel tentativo di pubblicare World of Goo attraverso Games for Windows Live. Il gioco è stato approvato dopo una serie di approvazioni, rimandi e noie burocratiche durate per ben quattro mesi. Per pubblicare lo stesso titolo su Steam, Carmel ha proposto e firmato il contratto in una giornata lavorativa, e quattro giorni dopo World of Goo era pronto per andare online.
L’unica cosa che davvero serve agli sviluppatori indie è un finanziamento: ed ecco che entra in gioco Indie Fund. Come già annunciato qualche giorno fa, si tratta di un gruppo nato da alcuni celebri sviluppatori indie, con l’intenzione di supportare economicamente i piccoli developer, pur lasciando intatta la loro indipendenza. I punti di forza dell’iniziativa saranno una totale trasparenza e assoluta flessibilità : a differenza di quanto accade con dei publisher, il gruppo non vuole imporre alcuna milestone che stressi lo sviluppatore, influenzando negativamente la qualità finale del gioco. Egli dovrà semplicemente inviare periodicamente una nuova build del progetto, accompagnata da una lista delle modifiche apportate. Indie Fund non prenderà possesso delle Proprietà Intellettuali, che resteranno interamente nelle mani dello sviluppatore, mentre il gruppo si limiterà a incassare una percentuale dei guadagni per un breve periodo di tempo dopo la release (sebbene non siano ancora stati comunicati i dettagli a riguardo).
In conclusione, Carmel ha dichiarato che non c’è un vero e proprio limite di progetti annuali che Indie Fund può supportare: “se ci sono 20 giochi meritevoli di essere aiutati economicamente, allora troveremo il denaro per 20 giochi all’anno”. Stando così le cose, la GDC di quest’anno non poteva cominciare meglio.


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