“The Best of Times The Worst of Times: Building an Independent Dev Studio in 2010″ è l’interessante tema trattato in un altro incontro avvenuto ieri alla GDC, tenuto dal legale Jim Charne e che ha visto la partecipazione di alcune personalità interne ai mondi dello sviluppo indie e mainstream. Si è discusso delle varie opportunità che stanno nascendo con l’evidente allargamento del bacino di utenza casual, grazie ad esempio ad AppStore o Facebook, ma si è puntato l’occhio anche verso una situazione che potrebbe rivelarsi critica, nel momento in cui l’obiettivo principale diventasse il “pescare più pesci” anche a scapito della qualità e della freschezza dei futuri titoli.
Charne afferma che i team di sviluppo dovrebbero cercare un migliore bilanciamento nel loro portfolio creativo, offrendo una maggiore diversificazione per quanto riguarda le tipologie di gioco e mantenendo meno saldamente un unico genere (o un unico stile) in cui si eccelle. Se tutti riconoscono le effettive opportunità che si possono avere in questo senso, magari guardando al poco impegnativo (in termini di contenuti) mercato dei social network, è Didier Malenfant, presidente dei Ready At Dawn, a lanciare il campanello d’allarme: “Se non si è coinvolti nello sviluppo di titoli casual o per iPhone, penso sia pericoloso essere attratti da queste opportunità e compromettere il proprio business. Si guarda a Zynga (Farmville) come un eccellente mezzo per fare soldi, ma dal punto di vista del game development, Zynga non offre nulla. Copiano essenzialmente giochi da altra gente, e questa non può essere certo la compagnia più entusiasmante per cui lavorare se si vuole essere creativi e dare origine a titoli divertenti”.
È d’accordo Robert Walsh, CEO Krome Studios, dicendo che l’alternativa per espandere i propri IP verso piattaforme come Facebook o iPhone, potrebbe essere quella di formare partnership con altri sviluppatori già specializzati in questi mercati.


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