Dopo la doppietta all’Independent Games Festival 2010, Andy Schatz è praticamente sommerso da impegni e appuntamenti coi vari giornalisti. Il suo action stealth cooperativo, Monaco, ha stregato la giuria aggiudicandosi sia l’Excellence in Design che l’ambito Seamus McNally Grand Prize, il riconoscimento più importante dell’evento statunitense.
Stamattina, svegliatosi nel suo appartamento di San Diego, Andy ha ricevuto una chiamata su Skype da parte di un intervistatore italiano che avrebbe cenato di lì a poco. “Buongiorno! Che ore sono lì a San Diego?”, gli chiedo.
La voce di Andy è vibrante: a differenza di tutti quegli inviati che, di ritorno dalla GDC, hanno dovuto vedersela con il jetlag, lui sembra ancora euforico e pimpante come al momento della premiazione. Gli chiedo cos’ha pensato nel salire sul palco, convinto che un po’ di convenevoli avrebbero aiutato a sciogliere il ghiaccio. “Non mi aspettavo assolutamente di vincere neanche un premio. Sono rimasto colpito soprattutto per via di quello sul design: non ci avrei scommesso neanche un po’ e forse è per questo che ero senza parole sul palco.” mi dice. “Tuttavia, più che per la vittoria in sé, mi sono sentito onorato per il semplice fatto di essere stato nominato in finale: penso sia questa la cosa più importante dell’IGF, e della quale sono orgoglioso”. Con i due trofei, Andy si è portato a casa la bellezza di 22.500$: sono un bel mucchio di soldi, no?! Lui ride, si prende una pausa e poi esclama “sì, lo sono”.
Sono curioso, gli chiedo cosa ne farà di quei soldi, se andrà alle Hawaii o se serviranno in qualche modo ad aiutare lo sviluppo di Monaco. “Mah, guarda. Il premio in denaro è la cosa meno importante: ciò che conta è la visibilità che si ottiene con pubblico e publisher. Avere denaro extra è fantastico, soprattutto per chi, come me, sviluppa a costo zero e investendo di tasca propria, ma probabilmente essere sotto i riflettori vale molto di più”. Annuisco, e intanto lo invidio. Anch’io voglio andare alle Hawaii.
Prima di cominciare a sviluppare come indipendente, Andy ha lavorato nella game industry con alcune rinomate aziende del settore: sebbene non sia l’unico, incuriosisce sempre sapere il motivo di una scelta tanto coraggiosa. “In Electronic Arts ho lavorato a Medal of Honor: Breakthrough, all’interno di un team di 250 persone che realizzavano lo stesso gioco. Era davvero terribile, perché non sentivi di avere un’influenza tangibile sullo sviluppo dell’opera. Credo che un po’ tutti quelli che lavorano all’interno dell’industria provino sotto sotto un certo odio verso l’industria stessa, perché una delle cose che ti spingono ad entrare nel settore è l’idea di realizzare titoli con le tue forze. E io non lo stavo facendo: sognavo di creare videogiochi da quando avevo sei anni, e lavorare nell’industria AAA non rispecchiava i miei sogni.”
La scena indipendente sembra quindi la soluzione migliore per chi vuole abbandonare un posto da manovale e sentirsi finalmente un artista: ma cosa vuol dire l’abusata e incoerente parola “indie” per il vincitore dell’IGF 2010? “Non c’è una definizione comune sul significato di indie. Posso dirti cosa vuol dire per me, ovvero avere totale controllo sul design del proprio gioco. Solitamente si intende il non prendere denaro da altre persone e non sottostare alle loro scadenze e alle scelte di design: significa realizzare l’opera esattamente come si vuole. Questo per me è il significato del termine, ma a essere onesti non m’interessa come viene etichettato e descritto il mio titolo quando lo realizzo”.
L’intervista giunge al termine, ma poco prima di salutarlo e andare finalmente a cena gli chiedo se, completato lo sviluppo di Monaco, si lancerà su nuove idee o porterà a termine quel Venture: Dinosauria lasciato in sospeso. “Vedremo. Mi piacerebbe tanto realizzare un gioco sui dinosauri, prima o poi. Mi piace il tema e lo trovo davvero forte. Ora che ho cominciato a sviluppare titoli slegati dalla serie Venture credo che continuerò su questa strada, sebbene è probabile che ci sarà un altro capitolo della serie prossimamente.”


Forum
Chat
Podcast
Vai agli insiders

Leggi il primo commento a questo articolo




