Super Meat Boy: la carne è servita (e ben cotta!)

Inutile negarlo: quello di cui stiamo per parlarvi è stato senza dubbio uno dei giochi che più abbiamo atteso sin dal suo annuncio. Un’attesa che non è stata affatto semplice: gli sporadici aggiornamenti sullo stato del suo sviluppo ci hanno mostrato quella che era un’opera in continua crescita, che sembrava poter segnare un altro passo importante sia per la scena indie che per il genere platform in generale. Un bel fardello per i suoi autori visto che, di contro, c’era un forte rischio di deludere le aspettative di tutti quelli che attendevano con ansia di poter addentare il tenero pezzo di carne di Team Meat. Dopo aver giocato a fondo la versione Xbox Live Arcade, disponibile dallo scorso 20 ottobre, possiamo tirare un sospiro di sollievo: il titolo non solo ha mantenuto fede a tutte le sue promesse, ma ha addirittura superato le nostre aspettative.

Chi non ha seguito costantemente lo sviluppo del gioco magari vorrebbe saperne di più sulle sue origini: Super Meat Boy non nasce come progetto nuovo, bensì come versione riveduta e corretta di Meat Boy, titolo in Flash che Edmund McMillen e Jonathan McEntee sviluppano e pubblicano su Newgrounds nell’ottobre del 2008. L’opera piace molto a Nintendo che, appurato il talento di McMillen, accetta di fargli realizzare una versione da lanciare su WiiWare. Ad affiancarlo in questa nuova avventura ci sarà Tommy Refenes, l’autore di GOO!, che insieme a lui fonderà il Team Meat. Da allora sono passati quasi due anni, durante i quali l’opera si è pian piano evoluta con tante aggiunte, e si è trasformata in un titolo multipiattaforma.

Ma ora bando alle ciance e mano al controller.
Avviato il gioco faremo subito la conoscenza con i bizzarri protagonisti: l’utente vestirà i panni di Meat Boy, il nostro eroe pronto a tutto pur di salvare l’amata Bandage Girl dalle grinfie di Dr. Fetus, il cattivo di turno. Sin dalle prime battute si viene subito investiti dall’inconfondibile stile old-school che tanto ci piace assaporare in questa tipologia di giochi, strizzando più volte l’occhio a N+, il platform/puzzle di Raigan Burns e Mare Sheppard, dal quale riprende, senza nasconderlo troppo, diverse meccaniche. Tramite un rapidissimo tutorial ci sarà spiegato che per superare ogni livello dovremo raggiungere il luogo dove si trova la nostra dolce metà, compito tutt’altro che semplice, vista la presenza di ostacoli di ogni genere, che spaziano tra seghe circolari, laser, ventilatori, nastri trasportatori e missili a ricerca, solo per citarne alcuni. A nostra disposizione avremo soltanto la possibilità di saltare e di correre scattando velocemente: niente armi o potenziamenti di alcun genere. Il sistema di controllo è tanto semplice quanto preciso, e vi assicuriamo che in men che non si dica riuscirete a padroneggiarlo con una naturalezza incredibile.
I 300 stage che compongono l’avventura, tutti diversi e sviluppati sia in orizzontale che in verticale, inizieranno quasi subito a diventare impegnativi, ma fortunatamente mai frustranti: è vero che la morte sarà pronta ad accoglierci ad ogni atterraggio leggermente più impreciso, ma la soddisfazione di raggiungere il traguardo dopo innumerevoli tentativi è immensa come in poche altre occasioni. Ogni mondo, poi, avrà il proprio boss finale, che contribuirà a variare il ritmo di gioco senza spezzarlo.
Vista la modesta grandezza di ogni livello, gli sviluppatori hanno deciso di non inserire checkpoint, ma state tranquilli: non essendoci un contatore delle vite, potremo riprovare infinite volte. In più, ogni volta che supererete uno stage, vi sarà mostrato un replay dove vedrete, nello stesso momento, tutti i tentativi che avrete fatto per completarlo.
Non mancheranno, poi, una miriade di extra da sbloccare, a partire dai personaggi tratti da alcune delle più famose opere indie, che potremo utilizzare al posto di Meat Boy in maniera da sfruttare le loro abilità (per esempio c’è Tim di Braid, capace di riavvolgere il tempo per tre secondi, o Gish, che può agilmente scivolare sulle pareti restandoci attaccato). Per ottenerli dovremo raccogliere un certo numero di cerotti, sparsi un pò ovunque, oppure entrare in speciali Warp Zone (accessibili solo per pochi istanti in determinati stage), che dovremo completare con un numero limitato di vite. I giocatori più audaci saranno inoltre felici di sapere che raggiungendo il traguardo in un livello entro un certo tempo limite, riceveranno l’ambita valutazione A+, sbloccando così una versione più difficile degli stessi, che contribuirà ad aumentare esponenzialmente la durata totale.

Applausi e vigorose strette di mano anche per la realizzazione tecnica: lo stile grafico e la soundtrack sono un chiaro tributo ai giocatori di vecchia data, che si ritroveranno a loro agio anche grazie alle tantissime citazioni tratte dal mondo dei videogiochi (sia mainstream che indipendente). Per le Warp Zone, McMillen e Refenes hanno chiesto la collaborazione di altri famosi sviluppatori indie, che le hanno realizzate in salsa retrò (come quella in cui sembra di giocare sullo schermo di un GameBoy). Esilaranti, infine, le scene d’intermezzo, che più di una volta vi strapperanno un sorriso.

Insomma, c’è poco altro da aggiungere: la gustosa creatura di Team Meat entra di diritto nella schiera dei titoli imperdibili per ogni videogiocatore che possa definirsi amante del genere. Se uniamo a questo il fatto che l’opera è acquistabile ad un prezzo scontato (800 Microsoft Points invece che 1200) fino al 24 novembre, e che in futuro offrirà degli stage aggiuntivi da scaricare gratuitamente, davvero non sappiamo quali altre scuse possiate trovare per non fiondarvi a comprarlo ora. Forse non siete felici possessori del bianco monolite Microsoft? Niente paura: il mese prossimo il sorridente pezzetto di carne porterà i suoi inconfondibili “chack chack chack” anche su WiiWare, PC e Mac (e su queste ultime due piattaforme offrirà anche un bell’editor dei livelli, sempre tanto gradito).

Sito ufficiale di Super Meat Boy

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