Ora facciamo giochi

La Global game Jam è finita da qualche giorno.
Ho partecipato al chapter di Verona e sono decisamente stupito. Non solo per l’entusiasmo e la voglia di fare che si respirava nei corridoi dell’università, no. Sono i giochi, sono quello che da sempre mi appassiona. I partecipanti hanno dato tutto per completare un progetto in 48 ore e ci sono riusciti. È la qualità finale di ciò che si è fatto, nel complesso molto alta; è il fatto che ogni singolo prodotto aveva almeno un tratto distintivo, un’idea, un seme di tecnologia, una visione non banale. Almeno un piccolo qualcosa su cui cominciare a lavorare.

Molte volte ci lamentiamo della situazione italiana, sia nel nostro campo che più in generale. Lo faccio anche io, spesso, quando devo scontrarmi con una burocrazia farraginosa, quando devo buttare tempo e soldi in inutili pezzi di carta, quando sembra che tutto il paese, nel grande e nel piccolo, faccia di tutto per metterci i bastoni tra le ruote. Io non credo sia sbagliato. E se anche lo fosse, è un comportamento che capisco, è umano, e sotto certi aspetti è anche giusto denunciare quello che non va per cercare di migliorarlo per quanto ci è possibile.

Però non basta. Non ci si può fermare lì. Se davvero vogliamo fare qualcosa, qui e adesso, le lamentele ci servono a poco. La metto giù dura: chi non ha partecipato a questo evento ha perso qualcosa di importante. Ha perso un’occasione per cominciare a creare qualcosa. Ha perso un punto di vista su una comunità piccola ma in crescita. Ha perso strette di mano, pacche sulle spalle, discussioni, sorrisi. Queste cose servono, perché se si deve costruire qualcosa non lo si può fare soltanto guardando ognuno al proprio orticello. Lo si deve fare assieme, conoscendosi e condividendo idee, competenze, punti di vista. Certo, non la pensiamo tutti allo stesso modo, ma questo è normale.

L’occasione ora è passata, ma per fortuna ce ne saranno altre. E ora che si fa? Beh, ora ci si rimbocca le maniche. Si cerca di sfruttare il momento per creare qualcosa. Non funzionerà? Non lo so. Cosa abbiamo da perdere provandoci? Nella peggiore delle ipotesi avremo guadagnato qualche amicizia e avremo almeno la soddisfazione di averci provato. Fail early, fail often, si dice nel mondo delle startup americane. Fallire significa almeno avere fatto un passo in una direzione. Aver mosso qualcosa, averci provato. E fallire, specie in questo mestiere, è quasi un obbligo. Se non sbagli, di sicuro non vai avanti.

Qualcuno dice che non vuole sviluppare giochi flash o iPhone, che vorrebbe di più. È giusto pretendere di più. È giusto avere obiettivi alti. Ma vorrei che non si dimenticasse che un gioco ha una sua dignità che prescinde dalla piattaforma su cui è sviluppato. Un gioco è degno e bello e apprezzabile in quanto tale, non perché sfrutta le ultime tecnologie e gira in full HD a 60 frame al secondo. Ultimamente la scena indie sta dimostrando quanto siano ancora le idee quelle che contano, quanto si possa fare molto anche con poco. Non fermiamoci alla superficie. C’è tutto un mondo da esplorare.

Quello che voglio dire è che abbiamo uno smodato bisogno di creare relazioni e di metterci in gioco. Dobbiamo creare, tanto. Partiamo, è verissimo, con un’esperienza risibile rispetto ai nostri colleghi inglesi, americani, giapponesi. Ma oggi abbiamo la possibilità di costruire e sperimentare nuove strade. Di fare quello che le grandi major hanno smesso di fare da tempo. Certo, è dura. Guardatevi allo specchio ogni mattina e chiedetevi se è questo che davvero volete fare. Poi rimboccatevi le maniche e create. Non conoscete la tecnologia? Fate qualcosa di piccolo per imparare. Piuttosto fate un gioco da tavolo. Andate alle Jam e rompete le scatole ai programmatori, se proprio non sapete mettere mano al codice. Fate un gioco ogni settimana. Trasformate in gioco un’attività noiosa. Ma fatelo, ne abbiamo bisogno. E create relazioni mentre lo fate. Vi arricchiranno e arricchiranno altre persone. Non esiste concorrenza se il terreno è ancora arido. Prima rendiamolo fertile.

Ora, facciamo giochi.

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