GIRP, il climbing per masochisti

Altro che Assassin’s Creed: arrampicarsi, in GIRP, è una cosa seria. L’ultima agghiacciante, malefica creazione di Ben Foddy ci mette nei panni di un non meglio identificato signore che, in fuga dall’alta marea, è costretto ad arrampicarsi su una scogliera per mettersi al sicuro. Ovviamente, il tizio sopracitato non sa nuotare, e anche un minimo errore sarà per lui fatale.

L’intera parete rocciosa è ricoperta di anelli a cui è possibile appigliarsi, ma tutti situati a distanze decisamente considerevoli. Ad ognuno di essi corrisponde una lettera della tastiera, che occorre tener premuto per restare aggrappati; il tasto shift, invece, è utile per flettere i muscoli e darsi la spinta adatta per sollevarsi. Se durante i primi minuti, la salita, seppur lenta, non causa troppi grattacapi, nelle fasi più avanzate si finisce col ritrovarsi in una vera e propria versione da tastiera di Twister, terrorizzati però dall’idea di lasciare il tasto sbagliato nel momento sbagliato, con conseguente game over. Il tutto è gestito da un piccolo motore fisico, che purtroppo non funziona sempre come dovrebbe: non di rado il protagonista si ritrova in posizioni improponibili.

Un browser game per masochisti: da provare assolutamente.

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