NEOLUDICA – Art is a Game

Organizzata da E-Ludo Lab, Musea, Fabbrica Arte e Centro Candiani, NEOLUDICA – Art is a Game è una mostra tutta dedicata alla game art, evento collaterale della 54a Esposizione Internazionale D’Arte di Venezia, per gli amici la Biennale. Per ‘game art’ non si intende qui solo gli asset dei videogiochi come di solito usiamo il termine ma giochi come arte, e infatti NEOLUDICA è ospitata nella Game Art Gallery che è una vera e propria galleria d’arte presente a Venezia dal 2008.

La mostra è iniziata il primo di giugno e rimarrà aperta fino al 27 Novembre di quest’anno, e ospita artisti di provenienza diversa sia geograficamente che come ambito artistico: Alessandra Rigano e Federico Castronuovo di ‘Serenata’, i già ben conosciuti Auriea Harvey e Michael Samyn di ‘Tale of Tales’, Lorne Lanning e Sharry McKenna (gli ideatori e autori di ‘Oddworld’), Paolo Della Corte (un fotografo ritrattista), Marianna Santoni, Nino Mustica (scultore e pittore in 3D) Mikayel Ohanjanyan (giovane scultore armeno), Samuele Arcangioli (pittore), Massimo Giuntoli (artista che si occupa di musica e public art), Gabriella Parisi (videomaker e designer) e Jan Vormann (artista tedesco).

All’interno di NEOLUDICA, Italians do it better è il titolo di una mostra curata da Matteo Bittanti e Domenico Quaranta. Tutta dedicata agli artisti italiani e anche un po’ provocatoria – nel nome ma soprattutto nei contenuti, Italians do it better sfoggia fra le sue fila IOCOSE, Marco Brambilla, Tonylight, Marco Cadioli, Mauro Ceolin, Damiano Colacito , Eva & Franco Mattes , Les Liens Invisibles, Molleindustria, Antonio Riello, Federico Solmi, Pietro Righi Riva e Nicolò Tedeschi di “Santa Ragione”, Stefano Spera, Carlo Zanni , Miltos Manetas, Vjvisualoop, e Tibe.

All’interno di questa è possibile provare giochi come Fotonica di Santa Ragione (nella versione beta, mica quella di Kongregate!), Average Shoveler di Carlo Zanni, Italiani brava gente di Antonio Riello, Every day the same dream di Paolo Pedercini, The Path di Tale of Tales, e altri.

A questo link potete trovare alcune foto dell’allestimento mentre qui c’è un’intervista a Domenico Quaranta che spiega tante cose sulla mostra anche se, ovviamente, il consiglio è di andare a Venezia (se ne avete modo!) e di visitare la mostra e provare con mano i giochi: altrimenti perché continuare a chiamarla “arte interattiva”?

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