Cambia il nome ma non lo spirito. A un anno dall’uscita di Platformance: Castel Pain, arriva su Xbox Live Indie Games il suo seguito, Temple Death. Ambientato 1000 anni dopo l’avventura medievale, il gioco vede la famosa attrice di Hollywood Grace Belly rapita da un gruppo di indigeni e portata nel profondo della jungla Peruviana. Con un protagonista a metà tra Indiana Jones e Pitfall Harry, sta a noi aprirci la strada tra piante carnivore e trappole di ogni genere. Chi ha apprezzato il primo capitolo della serie sa già cosa aspettarsi, ma se non avete avuto la fortuna di provarlo dovete sapere che Platformance: Temple of Death è un vero e proprio inno al retrogaming e al genere platform. Il gameplay è estremamente semplice, potendo muoverci solo a destra o a sinistra ed eventualmente saltare. Di nuovo ci verrà proposto un unico lungo livello pieno di trappole mortali e diviso in mini ambientazioni differenti, passando dai tronchi nella jungla a una zona subacquea piena di spuntoni e lame. Non mancherà anche questa volta un grosso fantasma pronto a inseguirci per tutto il percorso, il cui tocco porterà dritti dritti al game over. Fortunatamente i checkpoint sono frequenti e non capita mai di dover rifare sezioni troppo lunghe, limitando la sensazione di frustrazione che potrebbe venirsi a creare.
La grafica retrò è assai piacevole e disegnata con estrema cura, anche se alcuni oggetti sembrano un po’ riciclati dal titolo precedente. Un plauso particolare va alla musica altrettanto vecchio stile: i ragazzi di Magiko Gaming hanno creato un motivetto incalzante ed energico, sufficientemente lungo da accompagnare bene la nostra odissea peruviana senza annoiarci. Se non volete sputare sangue fin dal principio, sono presenti tre livelli di difficoltà . Se al livello medio l’avventura è completabile in una quindicina di minuti e richiede un discreto impegno, la vera sfida emerge a livello difficile, addirittura più complicato, a detta dei creatori, di Platformance: Castel Pain. Per allungare la longevità sono stati inseriti degli obiettivi sbloccabili sia in merito che in demerito, come finire il gioco con meno di sedici sconfitte e morire complessivamente più di mille volte, mentre non manca neanche la possibilità di caricare i propri punteggi migliori online. Platfomance: Temple Death non offre niente di radicalmente nuovo rispetto al passato, e la sensazione di trovarsi davanti a un “more of the same” è innegabile, sebbene resti un titolo assai divertente.
Il gioco costa 80 Microsoft Point su Xbox Live Indie Games, e se avete voglia di una sfida impegnativa saranno di certo soldi veramente ben spesi. In caso contrario vi consiglierei di rivolgere la vostra attenzione altrove: tra i platform su XBLIG, Temple Death è un piccola perla ma, un po’ per la difficoltà e un po’ per i comandi limitati, non è sicuramente un titolo adatto a tutti.


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