Sviluppatori indie scontenti per l’Amazon Appstore

Il recente lancio dell’Amazon Appstore per Android nel mercato americano aveva incuriosito un bel po’ di sviluppatori indipendenti, che vedevano con interesse a una nuova piattaforma di distribuzione per i propri titoli mobile in diretta competizione con l’Android Market, sebbene non mancassero dubbi e perplessità. Ebbene, il servizio di Amazon e la sua gestione da parte dell’azienda statunitense sembrano essersi già guadagnate le antipatie di alcuni game developer, che tra forum e blog hanno cominciato ad esprimere il proprio disappunto. Un caso particolare è quello dello sviluppatore svedese Bithack, che ha recentemente annunciato la rimozione dall’Amazon Appstore dell’ottimo Apparatus. I motivi sono tanti, a partire da un processo di approvazione molto lento e disorganizzato: “Abbiamo inviato Apparatus in approvazione e dopo 2 settimane d’attesa finalmente ci hanno contattato dicendoci che il gioco era stato rifiutato. Il motivo era nell’utilizzo di HTTP invece di HTTPS per una sezione dedicata alla community. Così abbiamo aggiunto una lettera (la ‘S’) al codice e reinviato. Un’ulteriore settimana e Apparatus è stato finalmente approvato, ma d0ve? Non riuscivamo a trovarlo da nessuna parte: non c’era nessuna sezione dedicata alle nuove uscite, e il gioco era completamente nascosto”. A questo si va ad aggiungere la totale assenza di un filtro per escludere i device non compatibili (presente invece nell’Android Market), col risultato che una promozione come il Free For A Day si è rivelata un vero e proprio boomerang: gran parte degli utenti che hanno scaricato il gioco hanno lasciato una valutazione pessima proprio per l’incompatibilità con il proprio dispositivo, e allo sviluppatore non è permesso rispondere ai commenti della propria applicazione a meno di non aver acquistato il gioco (cosa impossibile dal momento che la piattaforma è disponibile solo per utenti statunitensi).

Bithack ha poi voluto far notare quanto pubblicare su Amazon Appstore rischi di incrinare i rapporti con i propri utenti: se sull’Android Marketplace è semplicissimo contattare l’autore di un software, per il servizio di Amazon è quasi impossibile: “Delle 180.000 persone che hanno scaricato Apparatus sull’Appstore, solo tre di loro mi hanno contattato, due dei quali attraverso Twitter”. Come se non bastasse, non è possibile rimborsare gli utenti a cui il gioco non funziona (come nel caso descritto poco fa), creando ulteriore scontento nella propria user-base. Infine, l’ultimo e importante punto emerso riguarda la possibilità di Amazon di cambiare liberamente il prezzo delle applicazioni, aspetto assai controverso del quale si era già discusso all’annuncio dell’Appstore. “Amazon ha improvvisamente calato il costo di Apparatus a 79 centesimi, ma non abbiamo mai discusso di questo cambiamento. Non ho la minima idea di perché lo vendano a 79 centesimi: il gioco era già venduto a metà prezzo perché era una beta pubblica, ma ora Amazon ha deciso di venderlo al 25%”. Il risultato, afferma lo sviluppatore, è che il calo di prezzo abbia peggiorato le cose, almeno “da un punto di vista psicologico.” Un’applicazione venduta al prezzo più basso e piena di recensioni negative da parte degli utenti non avrebbe fatto altro che alimentare lo scetticismo degli utenti, mandando all’aria gli sforzi di creare un business attorno alla propria realtà indipendente.

Insomma, sebbene al momento l’Amazon Appstore non sia ancora aperto a tutti i mercati, potrebbe essere sicuramente interessante leggere il punto di vista di quest’anonimo sviluppatore. “Se avete i soldi per acquistare 384 dispositivi e tablet, e le risorse per fare due mesi di testing pre-release, allora l’Amazon Appstore potrebbe fare al caso vostro. Ma se siete un piccolo team di sviluppo indipendente lasciate perdere, create una grande applicazione, pubblicatela sull’Android Market e offrite un buon supporto ai vostri clienti”.

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