Bethesda vs Mojang: niente deathmatch, si va in tribunale

Emergono nuovi dettagli sulla brutta storia che ha visto protagonisti il nuovo gioco di Mojang, Scrolls, e la storica saga di Bethesda, The Elder Scrolls. Nonostante la goliardica proposta avanzata da Markus Persson al fine di risolvere la spinosa questione legale, infatti, pare che il tutto si risolverà in tribunale, e non in un deathmatch di Quake 3 Arena come molti avevano auspicato.

Forse i ragazzi di Bethesda non sono molto bravi con gli sparatutto, o perlomeno vanno molto fieri dei propri avvocati. E l’immancabile post su Twitter di Notch non è tardato ad arrivare: “il caso Scrolls finirà in tribunale!” ha prontamente dichiarato ai fan il corpulento sviluppatore svedese. E, interrogato da Gamasutra, ha così confermato Daniel Kaplan, responsabile degli “affari” di Mojang. “Già, abbiamo ricevuto una comunicazione dalla corte svedese” ha affermato Daniel, spiegando che lo studio sta raccogliendo quante più prove è possibile per dimostrare la propria innocenza. “Faremo tutto ciò che è in nostro potere” ha dichiarato; “odio il modo in cui i pesci grossi cercano di ottenere quello che vogliono.”

Ma anche Bethesda, ha spiegato Kaplan, si è messa alla ricerca di prove che rendano Mojang passibile d’accusa per plagio: nello specifico, pare che alcuni commenti dei fan ad articoli o video di Scrolls dimostrino che l’utenza potrebbe facilmente confondere le due IP, credendo che siano in qualche modo connesse tra loro. “Hanno preso qualche screenshot dai nostri video sostenendo che li abbiamo copiati… nel trailer di Scrolls compaiono delle montagne, e così pure in Skyrim” ha sarcasticamente ammesso. Tuttavia, è pur vero che se Bethesda dovesse riuscire nel proprio intento, Mojang si vedrebbe costretta a cambiare il nome del proprio nuovo videogioco. Ma quanto questo arriverebbe a danneggiare le vendite di Scrolls, e quanto la reputazione degli storici autori di Arena e Daggerfall?

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