Dustforce: da grande voglio fare il netturbino

Dustforce, Hitbox Team

Se negli ultimi giorni ho passato alcune notti insonni e consumato uno o due tasti del pad, la colpa è senza dubbio di Dustforce, il nuovo e difficilissimo platform realizzato da Hitbox Team. Lo scadere dell’embargo in momenti come questo è una benedizione, poiché puoi finalmente sfogare lo stress accumulato livello dopo livello e la voglia di parlare di quella che è ormai diventata la tua nuova e pesante droga. E, temi, lo sarà ancora per un po’, tra soddisfazioni e tante imprecazioni. È un po’ quello che accadde con VVVVVV e, soprattutto, con Super Meat Boy. Non a caso con il gioco di Edmund McMillen e Tommy Refenes, Dustforce condivide diversi elementi: si tratta di un platform in cui attraversare livelli pieni di trappole e pericoli, tra doppi salti, walljump e spettacolari acrobazie di parkour.

Dustforce, Hitbox TeamIn questo caso si vestono i panni di un inserviente che viene ingaggiato da diversi personaggi per ripulire gli scenari dallo sporco ostinato, spazzando via le foglie in una foresta, la polvere in una casa abbandonata e delle sostanze chimiche in un laboratorio. Ed è proprio questa l’idea che muove l’intera macchina messa in piedi da Hitbox: al termine di ciascun livello si ottengono due diverse valutazioni, in base alla quantità di sporco spazzato via e al livello di “finesse” ottenuto, ovvero il numero di combo totalizzate senza interruzioni. Il sistema di combo è estremamente semplice, poiché più sporco viene spazzato via e più il numeratore aumenta, mentre si azzera se per un certo numero di secondi non si riesce a pulire neanche una foglia. In qualsiasi momento è possibile accedere a un buon numero di livelli, ma molti sono chiusi a chiave e possono essere sbloccati soltanto totalizzando due “S” nei livelli precedenti: da questo momento in poi comincia una lotta continua e forsennata, forse in alcuni momenti frustrante, nel tentativo di migliorare la propria valutazione in ciascun livello, ripetendolo più e più volte fino ad ottenere il risultato migliore.

Come se non bastasse, al termine di ciascun livello viene mostrata la classifica dei migliori giocatori su Steam e il proprio piazzamento: inutile dire che, nei giorni in cui Dustforce è rimasto accessibile esclusivamente alla stampa, sono nate folli sfide tra giornalisti e blogger a chi si dimostrava lo spazzino più in gamba. La possibilità di vedere le registrazioni delle performance degli altri giocatori permette di apprendere tecniche inedite e, magari, notare qualche errore e trovare un modo per riuscire a fare meglio. Per il resto, quando non si impreca per un salto sbagliato, Dustforce è clamorosamente godibile, sicuramente meno “cattivo” di Super Meat Boy e senza dubbio più spettacolare e acrobatico. Il proprio alter-ego (che può essere selezionato liberamente tra quattro diversi personaggi) è in grado di scivolare su qualsiasi superficie, addirittura in grado di restare per qualche attimo appeso a testa in giù, mentre il tutto è arricchito dalla possibilità di attaccare i nemici o effettuare un potente colpo speciale.

Dustforce, Hitbox TeamPeccato per alcune sbavature nei controlli: ho notato che non sempre il doppio salto risponde come deve, mentre a meno di non volersi complicare troppo la vita il consiglio è di giocare con un gamepad anziché con la tastiera. Mentre sto scrivendo non è ancora accessibile l’editor dei livelli, ma una modalità multigiocatore in locale permette fino a quattro amici di sfidarsi in specifiche arene. Volendo azzardare un ultimo confronto, l’estetica è dove probabilmente Dustforce fa mangiare la polvere (nel vero senso della parola) a Super Meat Boy. Infatti, laddove la magnum opus di Team Meat ha più carisma e una colonna sonora più ricca, il platform di Hitbox è assai più elegante e meraviglioso, con uno stile pulito e semplice accompagnato da una colonna sonora chiptune certamente più povera nel numero di brani, ma orecchiabile e d’atmosfera.

Al momento Dustforce è disponibile su PC a poco più di 6€, ma in tempi brevi arriverà anche su Mac e Linux. Chiaramente il livello di difficoltà lo rende accessibile solo ai giocatori più tenaci, ma fortunatamente è disponibile online una versione dimostrativa per chi volesse provare il gioco prima dell’acquisto.

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