Zynga: il CEO della società risponde alle accuse di plagio

Mark Pincus

Mark Pincus, CEO di Zynga

Il caso Tiny Tower contro Dream Heights si arricchisce di un nuovo capitolo: evidentemente il polverone alzato dalla faccenda è stato tale che lo stesso Mark Pincus, fondatore e CEO di Zynga, ha sentito il bisogno di intervenire sulla faccenda. O almeno così sembra a leggere la lettera che Pincus stesso avrebbe scritto ai propri dipendenti e che da poco è stata “trafugata” e resa pubblica sul web. Riassumendo, Pincus scrive che:

  • non è importante essere i primi, è importante essere i migliori: Google non è stato il primo motore di ricerca, Apple non ha creato il primo lettore mp3 o il primo tablet, e Facebook non è stato il primo social network;
  • nel caso specifico di Dream Heights, prima di Tiny Towers erano comunque già stati creati altri giochi simili, a partire da SimTower nel ’94;
  • quindi, “così fan tutti”, e la specificità di Zynga consiste nel rendere i propri giochi gratuiti, accessibili, di alta qualità, orientati alla fruizione sociale e costantemente aggiornati;
  • il “così fan tutti” non valeva per Vostu, azienda brasiliana denunciata da Zynga l’anno scorso per violazione di copyright, in quanto i brasiliani avevano oltrepassato i limiti comunemente accettati nell’industria, copiando non solo le meccaniche di gioco, ma anche lo stile grafico.

La lettera si conclude con Pincus che ringrazia tutti i dipendenti che gli hanno scritto per chiedergli chiarimenti sull’affaire Dream Heights, rimarcando come una delle qualità di Zynga sia la possibilità di instaurare dialoghi aperti e trasparenti all’interno dell’azienda. Toni molto paternalistici e concilianti che fanno giustamente sospettare che il “leak” sia stato voluto, tanto più che in passato un ex dipendente ha attribuito a Pincus questa uscita: “Non me ne frega un ca**o dell’innovazione. Siete meno in gamba della concorrenza. Limitatevi a copiare quello che fanno e continuate a farlo finché non avrete raggiunto i loro stessi numeri.”

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