Lanciata all’inizio del mese scorso, la campagna Kickstarter dei creatori di Space Quest potrebbe sembrare l’ennesimo caso di sviluppatori del passato che cercano un revival sulla piattaforma di crowdfunding, e in parte indubbiamente lo è… ma c’è anche dell’altro in ballo.
Un articolo dell’ineffabile Leigh Alexander su Gamasutra ha rivelato come questo progetto abbia costituito l’occasione per i due autori della serie originale, Scott Murphy (scrittore/designer) e Mark Crowe (artista), di riappacificarsi, dopo che per venti anni avevano interrotto ogni contatto.
Il duo era infatti particolarmente affiatato all’epoca degli Space Quest ma, col passare del tempo, il declino di popolarità delle avventure grafiche mise sotto pressione Sierra e, di rimando, chi ci lavorava. La situazione spinse Crowe a trasferirsi in Dynamix (una società imparentata con Sierra), ma Murphy rimase all’oscuro della decisione del collega fino all’ultimo momento.
Ciò creò una frattura tra i due che, come detto, è durata fino a poco fa, e durante la quale Murphy si è sfogato fornendo la sua versione dei fatti, senza peli sulla lingua, all’interno di un’intervista del 2006 su Adventure Classic Gaming.
Nonostante le parole non esattamente gentili spese da Murphy nei suoi confronti, Crowe ha comunque deciso di contattare il suo ex collega per proporgli di tornare a collaborare, alla luce del successo di Tim Schafer e del rinnovato interesse nelle avventure grafiche che ne è derivato.
Evidentemente il tempo ha dato modo a Murphy di sbollire la rabbia, e così ha accettato la proposta, ed ha anche ammesso, nell’articolo della Alexander, che tornare a lavorare con Crowe è stata una cosa semplice e naturale, e che si è subito ricreata l’alchimia di un tempo.
Tra le sue regole per un Kickstarter di successo, Tim Schafer ha menzionato la necessità di creare un “evento” a cui i backer sentano la necessità di partecipare. Con questo articolo della Alexander (e con il video che l’aveva preceduto, due settimane fa, e che allego in fondo al post), l’”evento” non è più solo il ritorno di una vecchia IP, come nel caso di Leisure Suit Larry, o di un autore del passato, come nel caso di Jane Jensen o dello stesso Schafer.
L’”evento” adesso consiste anche, e forse soprattutto, nella rinascita di un sodalizio professionale e personale e, in ultima istanza, di un’amicizia che si era interrotta due decadi fa, travolta dalla pressione esercitata da un’industria che si trovava nella fase prodromica di quella trasformazione che, col tempo, l’avrebbe portata a diventare quella macchina tanto luminosamente profittevole, quanto profondamente spersonalizzante, che conosciamo oggi.
http://vimeo.com/42309304
Mentre scrivo, il progetto è arrivato a poco più di metà della cifra richiesta (500.000 dollari). La deadline è per il 12 di questo mese: ce la farà a raccogliere i fondi rimanenti per allora? Nel frattempo, se volete conoscere altri dettagli sulla storia e, soprattutto, tantissimi retroscena sul lavoro in Sierra negli anni (più o meno) d’oro, potete senz’altro leggervi l’articolo di Gamasutra.
Fonte e foto: Gamasutra


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