The Journey Down: Chapter One, un'avventura grafica moderna dal gusto retrò

The Journey Down (SkyGoblin) PosterGrafica 3D, scenari disegnati a mano e una gradevole musica jazz: questa è la nuova veste del primo capitolo della serie di The Journey Down.

Il gioco era  già uscito qualche anno fa: si trattava di un’avventura grafica vecchio stampo sia per i contenuti che per l’estetica, creata dal team di sviluppo indie SkyGoblin. The Journey Down: Over the Edge, titolo del precedente lavoro, puntava soprattutto sulla storia e su alcune trovate originali.

L’idea e la trama del titolo originale hanno fatto da base di partenza per questa versione nuova e rivisitata del gioco, che sembra avere tutte le carte in regola per avere successo. Ci sono però alcuni aspetti che potrebbero far storcere il naso a chi non è molto appassionato del genere.

La storia cattura da subito il giocatore presentando personaggi sapientemente caratterizzati: i volti sono ispirati alle maschere africane, e conferiscono al gioco una resa artistica particolare. È solo grazie all’ottimo doppiaggio però che i personaggi prendono realmente vita, riuscendo a restare davvero impressi in mente. Le voci, il cui accento va dallo slang giamaicano al black english, si adagiano su dialoghi ben congegnati, e regalano quel tocco di umorismo che dona sapore alla trama e fa entrare in sintonia con il protagonista.

The Journey Down (SkyGoblin) Main CharactersLa storia ruota attorno a tre personaggi: Bwana, Kito e Lina. I primi sono due fratelli che gestiscono una pompa di benzina su un molo, e occasionalmente offrono un servizio di voli charter. Gli affari per loro non vanno molto bene: i debiti aumentano, e la società elettrica che opera su St. Armando, luogo dove si svolge il primo capitolo, mette i nostri eroi con l’acqua alla gola.

Una sera, mentre sono alle prese con i debiti, i due incontrano Lina, ricercatrice universitaria sulle tracce di un misterioso libro che svelerebbe la strada per una zona proibita: Underland. Il libro si trova proprio tra i vecchi tomi del capitano Kaonandodo, ex proprietario della stazione di gas scomparso da tempo. Kaonandodo si era preso cura di Bwana, il protagonista principale, sin da quando era piccolo, diventando ben presto il suo mentore.

Frugando nella camera dello scomparso Kaonandodo  i tre riescono a trovare il libro, e Lina chiede se è possibile usufruire del servizio di voli charter per giungere alla tanto ambita destinazione. I due fratelli fiutano il buon affare e colgono l’occasione per scortarla. Sfortunatamente l’aereo non vola da vent’anni e mancano diversi pezzi, tra cui il motore, e i cattivi della storia, comandati dal capo della società elettrica che domina la città, daranno filo da torcere ai nostri eroi improvvisati.

L’intero primo capitolo ruota intorno alla ricerca di questi pezzi. Non appena si riuscirà ad ottenerli, punto in cui la storia inizierà ad essere davvero avvincente, si raggiungerà il finale di questa prima parte.

The Journey Down (SkyGoblin) Cook SceneChissà quando riusciremo a vedere il seguito: per alcuni questo potrebbe essere un blocco, considerando le sole due ore stimate per finire questo incipit.

La durata della storia, come spesso accade, è determinata anche dalla bravura con cui si risolvono i diversi puzzle proposti. Il loro spessore non è eccessivamente elevato, essendo basati sull’uso e sulla combinazione di oggetti: la risoluzione degli enigmi risulta lineare, e segue spesso un filo logico.

Non vi troverete a dover risolvere situazioni illogiche o troppo banali, anche se spesso la risoluzione ricade nella ricerca frenetica di oggetti attraverso un setaccio dello scenario pixel per pixel. La struttura dei singoli puzzle è ben congegnata e, come nelle migliori avventure grafiche, i  puzzle più semplici si aggrovigliano man mano in un puzzle sempre più grande.

La grafica è spesso un piacere per gli occhi, completamente rinnovata rispetto alla precedente versione gratuita del gioco: non disturba ed è tutta in HD. Gli scenari sono disegnati a mano e si mescolano con elementi 3D.

I personaggi stessi sono degli sprite 3D low-poly che presentano animazioni piuttosto fluide e una buona resa artistica. Il labiale c’è, ma spesso non è perfettamente sincronizzato con la voce.

The Journey Down (SkyGoblin) MetropolisAlcune scene sono accompagnate da filmati in computer grafica o da spostamenti di camera dal taglio volutamente cinematografico: si tratta di un discreto valore aggiunto. Nel complesso la grafica è moderna e non eccessivamente pesante: una conversione per iPad o altri sistemi è probabile.

La sensazione che viene fuori giocando a The Journey Down: Chapter One rispolvera vecchie vibrazioni delle avventure grafiche del passato: le facce dei personaggi ricordano molto le maschere di Grim Fandango e, se aggiungiamo questo ad altri elementi e nomi di spiccato richiamo ai capolavori LucasArts, si spiega il forte feeling retrò che si ha durante l’esperienza di gioco.

La musica jazz accompagna tutto il percorso e si sposa perfettamente ai disegni, che raffigurano i sobborghi di una metropoli: questa combinazione rende tutta l’esperienza di gioco ancora più misteriosa. Musica e doppiaggio sono uno dei punti forti di questa avventura, e giocandoci vi accorgerete ancora una volta di come il sonoro sia sempre un elemento importante e prezioso in un videogioco: non sottovalutatelo.

Nel complesso The Journey Down: Chapter One è un’avventura grafica solida, con dialoghi brillanti e divertenti, che non esce mai fuori tema e crea un patto di credibilità tra il gioco e il giocatore che non viene mai dissolto. Le due ore di gioco passano in fretta, forse troppo, ma i ragazzi di SkyGoblin hanno senz’altro impiantato delle buone basi per i capitoli successivi: speriamo solo che non ci mettano troppo tempo per farli uscire.

Ma le tempistiche e il successo, come spesso accade, dipenderanno comunque da chi ci giocherà.

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