Nella giornata di ieri non si è parlato che di OUYA, un nuovo progetto proposto su Kickstarter da un gruppo di veterani che conta tra le sue fila Julie Uhrman (IGN), Ed Fries (creatore della prima Xbox) e Muffi Ghadiali (tra gli inventori di Kindle).
Riprendendo il concetto delle vecchie homebrew console e riproponendolo in un momento estremamente favorevole, in cui gli sviluppatori indipendenti sono sotto i riflettori dell’industria, il mercato diventa sempre più digital, e i giocatori desiderano ardentemente un nuovo gingillo tecnologico da affiancare al televisore, OUYA viene descritto come una console casalinga originale, dal design all’avanguardia e con un focus sulla scena indipendente, sugli sviluppatori e sui giochi free to play.
OUYA vuole essere un dispositivo completamente aperto, che permetta a chiunque di svilupparci e che stimoli hack sia hardware e software. Ma in soldoni si tratta di un semplice dispositivo Android venduto a 100€, caratterizzato dall’hardware di uno smartphone di ultima generazione (un Tegra 3 con 1GB di RAM), da una dashboard simil Xbox 360, e da un classico store online in cui gli sviluppatori possono pubblicare il proprio software e riceverne il 70% dei guadagni.
Grazie anche al massiccio supporto di alcuni opinion leader della scena indipendente (tra cui Mojang, Jordan Mechner, Jenova Chen e Adam Saltsman), il progetto ha già vinto in partenza: nel momento in cui scrivo sono stati raccolti oltre 2 milioni di dollari (il target iniziale era di 950 mila), con circa 15 mila backer che riceveranno la console a casa nel primo trimestre del prossimo anno. I numeri crescono in maniera incredibile ad ogni refresh della pagina di Kickstarter, e non è da escludere che, con una quantità inaspettatamente elevata di fondi, gli sviluppatori non decidano di realizzare un dispositivo più ambizioso di quello attualmente presentato.
Questo non vuol dire che siamo davanti a un prodotto di massa garantito, anzi: non si può prevedere con certezza l’impatto che avrà OUYA, ma lo scenario più probabile è che la console si ritaglierà una sua fetta di mercato senza mostrare il petto al trio di giganti Microsoft-Sony-Nintendo, i quali possono giocarsi la carta delle esclusive AAA, di servizi online chiusi ma più elaborati, e del supporto dei colossi dell’intrattenimento digitale per i servizi multimediali.
Ma come si spiega il successo di un progetto che, fatta eccezione per un prezzo assai competitivo, non ha nulla in più di uno smartphone Android collegato alla TV e a un pad? “Noi paghiamo per l’idea, non per il prodotto” afferma Ian Bogost, il quale la butta sul gioco psicologico che muove gli ingranaggi della macchina del crowdfunding: “Paghiamo per il piacere di desiderare l’oggetto e per il piacere di vederlo trionfare oltre ogni aspettativa o di vederlo fallire miseramente. Kickstarter è solo un’altra forma di intrattenimento”.
Un punto interessante, senza dubbio, ma mi soffermerei sulla prima parte. Sul “paghiamo per l’idea”. L’improbabile successo di massa di una console (quasi) completamente nelle mani degli sviluppatori potrebbe voler dire una rivoluzione, improvvisa o graduale che sia, del mercato delle console casalinghe, introducendo un tipo di libertà e democratizzazione assolutamente inedito. Che questo poi possa avere potenziali effetti collaterali è un altro discorso.
Ancora, secondo Forbes il successo di OUYA potrebbe rappresentare un evento importante non solo per la game industry, ma anche e soprattutto per il settore tech in generale. Con Apple TV e Nexus Q è chiaro che la rivoluzione digitale farà tappa nel salotto di casa, giusto accanto alla TV, ma da ieri sembra proprio che consumatori e sviluppatori non siano necessariamente disposti ad aspettare Apple, Google e Microsoft.
“OUYA è un segnale evidente del fatto che gli utenti vogliono prendere in mano la situazione”, si legge nell’articolo, dove addirittura si ipotizza un futuro in cui lo stesso avverrà nel mercato degli smartphone, con prodotti basati su sistemi open come Firefox Mobile OS e pensati per essere completamente aperti all’hacking.
Voi come la pensate? Qual è la vostra opinione sul successo di OUYA? Discutiamone assieme.


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