In questo momento escono dischi che sono più radicali e che hanno un pubblico più radicale, ridotto, più selettivo. Ma le musiche di quell’area saranno la prossima generazione di suoni che sarà normale per tutti… Questo per me è ciò che significa underground.
– “Select” (luglio 1990)
Sebbene la citazione in apertura sia riferita esplicitamente all’industria musicale, è indubbio che conservi intatta la sua valenza se la si proietta in ambiti differenti: dal cinema, fino ai videogiochi. In tale contesto, e ponendosi dal lato dei media, Indie Vault rappresenta il principale portale italiano esclusivamente dedicato al panorama dei giochi indie.
Cos’è un gioco indie?
Per comodità, tale definizione viene associata dai più all’assenza di un publisher che influenzi direttamente le condizioni economiche di un progetto. Indie come indipendente, insomma. Si può così tracciare un semplice profilo ideale, raffigurante videogiochi sviluppati da piccoli team (e spesso da una sola persona), autoprodotti, quasi sempre low-budget e distribuiti gratuitamente o a basso prezzo su PC e console.
Ma si tratta di una concezione assolutamente incapace di mettere tutti d’accordo: nel momento in cui una major come Valve non si affida a terzi per la realizzazione e pubblicazione di un proprio prodotto, allora perché non dovrebbe definirsi indie al pari di qualsiasi piccolo progetto amatoriale? E, viceversa, nel momento in cui alcuni piccoli team ricevono particolare visibilità da aziende più grandi, tale definizione prende inesorabilmente a vacillare.
L’indie è diventato così qualcosa di più di una semplice etichetta, difficile da definire e fin troppo semplice da smontare: bisogna quindi distinguere bene ciò che è indie da ciò che è indipendente. Lo sviluppo indie rappresenta la genuinità del game development, la libertà creativa dovuta alla relativa indipendenza economica e all’assenza di limiti imposti da terzi, la possibilità di rischiare nella continua ricerca di innovazione. Si parla di una sottocultura, di un fenomeno underground che esalta il concetto di autorialità molto più dell’industria di massa.
Noi non vogliamo millantare di sapere per certo cosa c’è alla base di questo dirompente movimento, né vogliamo imporre definizioni e neologismi: Indie Vault è solo una voce libera sul Web, come una fanzine che parla di prodotti di nicchia o una radio pirata che non teme di far incazzare qualche PR. Anche perché, fortunatamente, di PR ce ne sono davvero pochi qui in giro :)


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