Se sei riuscito a non vomitare mentre giocavi a Planet Joker, una chiavica di shooter realizzato da Naxat Soft ai tempi belli del Saturn, allora vuol dire che gli sciùtèmàpp proprio schifo non ti fanno. Fortunatamente, da Space Invaders a Ikaruga ne sono usciti di bei titoli, mentre anno dopo anno le meccaniche evolvevano, si aggiungevano nuove possibilità e si abbattevano sempre più barriere. Pew pew! Alle astronavine si sono poi affiancati giganteschi mech, streghette volanti e financo la mastodontica banana di zio Mimì.
Sviluppato da Tatsuya Koyama, Genetos è proprio questo: un raffinato esperimento storioludico sull’evoluzione degli shooter a scorrimento verticale, in grado di attraversare ciascuna era del genere. Da Space Invaders fino ad arrivare ai più infernali danmaku shooter, l’opera di Koyama va ben oltre il semplice tributo, mentre livello dopo livello la propria nave ottiene sempre più abilità e armi (come la classica smart bomb o la possibilità di rallentare il tempo). Ma, cosa ancora più interessante, le armi sbloccate varieranno in base al proprio stile di gioco: otterrete delle potenti lame qualora siate soliti spostarvi avanti e indietro per lo schermo, oppure sarete in grado di sparare raffiche di proiettili ad ampio raggio se preferite stare nelle retrovie. Tra le varie novità, la versione definitiva di Genetos aggiunge una lunga lista di achievement da sbloccare nei più svariati modi, aumentando esponenzialmente la tristemente breve longevità del gioco.
Genetos è un amorevole omaggio a un genere ormai sempre più di nicchia e che sembra sopravvivere soltanto grazie agli sforzi e alle idee di sviluppatori indie e autori di doujin soft. A fondo news, il video dello shooter che ti ha convinto che, a volte, è meglio drogarsi.










