Archive for the ‘Fan-game’ Category

Activision blocca il progetto indipendente su King’s Quest

Posted by Mario Ferrentino On marzo - 3 - 2010

Scommetto quello che volete che gli amanti dei punta-e-clicca si ricorderanno di King’s Quest, una delle serie di avventure grafiche che ha reso famosa Sierra Entertainment. Se avete seguito la storia del brand, saprete anche che nel 2002 il team indipendente Phoenix Online Studios aveva iniziato a svilupparne un sequel non ufficiale come omaggio alla serie originale, chiamato The Silver Lining. Il gioco sarebbe stato distribuito gratuitamente in 5 episodi, il primo dei quali era previsto per la primavera 2010. Parlo al passato non a caso, ma per il motivo che avrete intuito: il progetto non vedrà mai la luce del sole, a causa di Activision (fusasi con Vivendi, e di conseguenza detentrice dei diritti delle Proprietà Intellettuali di Sierra) che ha deciso di bloccarne definitivamente lo sviluppo, come si legge nel comunicato che campeggia sull’unica pagina del sito ufficiale del team rimasta aperta. Se ricordate, già nel 2005 Vivendi aveva fatto storie al riguardo, ma grazie al supporto dei fan e a un accordo di tipo non commerciale, era stato permesso a Phoenix Online Studios di continuare a lavorare sul progetto.

E’ davvero un peccato che 8 anni di lavori vengano buttati così al vento: tra l’altro Activision ha specificato che comunque non ha intenzione, almeno per ora, di riprendere in mano la serie di King’s Quest, lasciandoci ancora di più con l’amaro in bocca.

Wikirunner

Posted by Davide Romano On settembre - 16 - 2009

1150909-wikirunnerAllora, c’erano un inseguitore, un corridore e la Wikipedia. Non è l’inizio di una barzelletta, ma l’incipit alla base di Wikirunner, esperimento realizzato dall’eclettico Jeremy P. Bushnell e partecipante del Mini Ludum Dare #12, il cui tema è stato proprio Wikipedia. Vi ritroverete a giocare una sorta di guardie e ladri, in cui due giocatori impersoneranno un inseguitore e un corridore: partendo da due pagine diverse e casuali dell’enciclopedia online, il primo deve cercare di arrivare alla pagina dell’altro, che a sua volta deve tenersi alla larga approdando a nuove pagine.

Ogni giocatore, partendo dalla pagina iniziale, può scegliere uno tra i diversi collegamenti tematici proposti nella colonna laterale: per esempio, partendo dalla Regina Vittoria, potrete arrivare all’Africa, passando attraverso il Commonwealth e il Colonialismo. Sia essere un corridore che un inseguitore ha i suoi pro e contro: nel caso del primo, avrete un rapporto di 2 a 1 per le mosse effettuabili in ciascun turno, ma il corridore può dar vita a dei veri e propri voli pindarici per depistarvi. In entrambi i casi, i giocatori condividono lo stesso schermo e un report cronologico delle pagine visitate per seguire il percorso dell’avversario.

Per aggiungere un pizzico si sana rivalità potrete dar vita a sfide non solo contro il computer, ma anche contro avversari in carne ed ossa. Piccolo neo potrebbe essere l’ostacolo linguistico: qualcuno potrebbe restare spaesato davanti a un gioco testuale del tutto inglese, in cui lo scopo e muoversi tra collegamenti tematici e prevedere possibili significati. Tuttavia, volendo, è disponibile un tutorial online approfondito, mentre è disponibile anche una versione per Linux.

Scarica Wikirunner

Si svegli Mr. Freeman, è tempo di mod!

Posted by Angelantonio Citro On agosto - 17 - 2009

Può una mod di un gioco tripla A essere considerato un gioco indie? Dovrei dar fondo a tutto il mio bagaglio di rotelline e materia grigia per cavarne fuori una risposta corretta, ma fa un tale caldo che pensare è quanto mai un optional. Ma proviamoci lo stesso: il gioco di base è Half Life 2: Episode Two, dunque parliamo di quel figurino filo-indie di Gabe Newell (mica Cliff B.?). 1 a 0 per “mod è indie”. Ah, per forza di cose è necessario il gioco originale: 1 a 1. Ma Valve l’ha messo in saldo proprio in questo periodo (vostro a € 4,07), dunque: 2 a 1. La mod ovviamente è gratis: 3 a 1. L’autore si è firmato solo con lo pseudonimo mbortolino e, nonostante le recensioni positive ricevute da quando è online (circa un mesetto fa), non si è mai fatto avanti (sappiamo solo che probabilmente è un fan dell’A-Team). Sarà timido o è solo una diabolica mossa strategica per attirare l’attenzione? Certo uno sviluppatore indipendente tende a esprimere il suo mondo personale attraverso un gioco e poi a discuterne a viso aperto, ma gettare una pietra così raffinata e poi correte a sotterrare la mano è molto più indie. Risultato finale: 4 a 1. Research & Development può scientificamente considerarsi un titolo indie.

Se qualcuno ha da muovere un’obiezione la gridi nel microfono del proprio Nintendo DS, ma prima faccia un piacere a se stesso acquistando HL2: Episode Two e istallandoci subito la mod. Per i fan dello sparatutto che ha semi-rivoluzionato il genere sarà come avere tra le mani una sorta di “Episode Three”. Questa volta però è prettamente un gioco da scienziati: durante le due-tre ore necessarie al completamento dell’avventura, c’è da fuggire da zombie e Combine con il solo ausilio del proprio cervello e delle possibilità fisiche (davvero sorprendenti) del Source Engine. L’unica arma seria che avremo a disposizione dopo un po’ sarà la Gravity Gun, ma ciò non renderà il tutto più facile visto che il più grande ostacolo rimarrà costantemente la mole di  enigmi a suon di fisica e interazione ambientale, che vanno dal magheggiare con celle a energia e microonde fino a costruire un… ah, stavo per spoilerarvi una chiccissima! No, non posso farlo, non me lo perdonerei mai, non con gioco del genere. Sarebbe come dirvi: “the cake is a lie!”. Ops.. ma questo lo sapevate già, giusto? No? Allora già che ci siete acquistate anche Portal, gustatevi la torta (se non l’avete già fatto) e poi assaggiate anche qualcuna di queste mappe.

Scarica Research & Development (è necessario aver installato Half Life 2: Episode Two)

Intervista al team Hexence (Star Wars SOTE)

Posted by Lorenzo Bianco On dicembre - 9 - 2008

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Presso il Castel Sant’Elmo di Napoli si è svolto in questi giorni l’edizione 2008 di GameCon, la prima e principale fiera italiana riguardante giochi e videogiochi. All’evento, ricco di interessanti dibattiti e incontri, il nostro Melangeaddicted ha avuto modo di intervistare un gruppo di sviluppatori italiani indipendenti che sta perseguendo un progetto davvero interessante. Il team Hexence, composto da appena tre persone, sta infatti lavorando ad un’avventura grafica ispirata a Star Wars e intitolata Shadows of the Empire: da quanto visto finora il gioco promette dannatamente bene!.

All’evento erano presenti:

Cristiano Caliendo: Designer dei Dialoghi, Co-sceneggiatore, Public Relator.
Dario Scarpa: Programmatore, AGS scripting, GUI-designer, Co-sceneggiatore.

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The Legend of Zelda: The Shadowgazer

Posted by Vincenzo Lettera On novembre - 6 - 2008

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Ogni volta che è in sviluppo un fan-game che fa uso di sprite rippati, c’è sempre il rischio che l’azienda che ha prodotto il gioco originale faccia chiudere il progetto. Quando poi quest’ultimo si rivela di ottima qualità, le probabilità di vederlo completo sono ancora più remote. Speriamo che eccezione venga fatta con The Legend of Zelda: the Shadowgazer, titolo interamente sviluppato utilizzando Game Maker, dal momento che sembra essere il più promettente tra tutti i fan-game sulla saga Nintendo.

Sono tante le cose che rendono The Shadowgazer un titolo da tenere sott’occhio, partendo da un’ottima e colorata grafica (gli sprite, ripresi direttamente da The Minish Cap, sono stati chiaramente migliorati e i personaggi godono ora di nuove animazioni) fino ad arrivare a una cura maniacale per i dettagli. Fin dall’incipit, con un Link che si risveglia nella foresta, il gioco sembra estremamente in linea con i capitoli ufficiali della serie. Anche il logo e gli artwork, nonostante siano stati creati ad hoc per l’occasione, possono tranquillamente essere scambiati per ufficiali. Sfide a cavallo, ricerca di costellazioni, alternanza tra giorno e notte, svariate subquest ed epiche battaglie con boss preannunciano un’avventura ben più profonda di quanto non sembri.

La dicotomia tra sogni e incubi rappresenta la tematica principale di The Shadowgazer, riproponendo uno degli elementi tradizionali di Zelda: così come in A Link to The Past, Ocarina of Time e Twilight Princess, anche stavolta si avranno due versioni coesistenti dello stesso regno. Prevedibilmente ci sarà una Hyrule normale e una Hyrule onirica (raggiungibile addormentandosi su un letto), mentre le azioni svolte nell’una avranno delle ripercussioni sull’altra. Infatti, le paure nascoste degli abitanti del regno saranno visibili nel mondo illusorio e sarà compito del giocatore trasformare i loro peggiori incubi in sogni piacevoli: non a caso, l’oggetto magico di Link non è altro che un misterioso acchiappasogni.

Sulla pagina dedicata al progetto è possibile trovare dei video, immagini e una breve demo giocabile della grandezza di 4MB. Il gioco (almeno per ora) è in sviluppo per PC ma di sicuro avrebbe fatto la sua gran bella figura se fosse stato un homebrew per Nintendo DS o GBA. L’esperienza ci insegna a essere molto scettici ma incrociamo le dita e speriamo che questo progetto possa veder luce senza complicazioni. Intanto provate la demo.