Archive for the ‘FPS’ Category

Primal Carnage

Posted by Marco Maresca On febbraio - 9 - 2010

Più o meno fin da quando è stato rinvenuto il primo fossile di dinosauro, siamo stati letteralmente invasi da fumetti, figurine, film e qualsiasi cosa potesse rivelarsi utile per speculare sui famosi lucertoloni preistorici. Spielberg si è pagato la pensione con Jurassic Park, Rex Maxon si è messo a disegnare Turok e quegli psicopatici di Blue Fang Games hanno sviluppato Zoo Tycoon: Dinosaur Digs: insomma, negli anni novanta vivevamo tutti felici e contenti in magici mondi immaginari pieni di Dinosauri. Poi Federico Moccia ha scritto Tre Metri Sopra Al Cielo.

Fortunatamente, esistono baldi giovani come quelli di Lukewarm Media (già noti per Light Spire), che ancora (inspiegabilmente) preferiscono i T-Rex ai film con Scamarcio. E hanno avuto pure una bella idea. Stanno infatti sviluppando Primal Carnage, un FPS multigiocatore basato su ammazzamenti vari a squadre. E, come i più evoluti tra voi avranno già intuito, i due schieramenti saranno costituiti proprio da umani e dinosauri.

Primal Carnage sarà mosso  da Unigine, un motore con tanti effetti fighi e che sta facendo la gioia del team di sviluppo. Al momento, però, le informazioni a noi pervenute dagli amici giurassici non sono molte, salvo che due delle modalità presenti saranno ‘Power Grid’ (in sostanza, un cattura-base con squadre da 10 giocatori) e ‘Survival’ (dove un team di 5 umani sarà chiamato a difendere una base mobile dall’attacco di dinosauri guidati dall’IA). Le classi giocabili saranno 5 per schieramento, anche se per ora è stata annunciata la presenza solo dello ‘Scientist’ e del tanto amato ‘T-Rex’.

Probabilmente per l’annuncio di una data d’uscita dovremo aspettare più o meno fino al prossimo libro di Moccia: roba da poco, considerando la velocità con cui si vendono le cazzate! In attesa, vi rimandiamo ad un’interessante carrellata di video, risparmiando ai meno evoluti la fatica di cercarli da soli nel sito ufficiale.

The Hunt

Posted by Marco Maresca On gennaio - 22 - 2010

Avete terminato Au Sable e All of Our Friends Are Dead. Avete un santino di Benjamin Braden sul comodino e pensate a lui ogni notte prima di addormentarvi. Avete comprato tutta la roba che c’è in vendita nel suo store e avete scaricato da internet tutte le foto fake che lo ritraggono nudo nel giardino dell’Eden. Ma non vi basta, ne volete ancora, e magari pure in 3D. Se è così, allora dovete assolutamente provare The Hunt, primissima opera tridimensionale dell’eccentrico Amon26, nonché prequel (seppur vissuto da tutt’altro punto di vista) di Au Sable.
L’opprimente giochino, compilato con GameMaker 7 dalla mano ancora evidentemente inesperta di Amon, va giocato nel modo giusto: a luci spente, col volume alto, e senza vostra madre che vi parla del suo buonissimo tortano mentre siete intenti a giocare. Le uniche cose che vi saranno chieste di fare saranno quelle di girovagare per le lande (apparentemente) desolate e di sparare a tutto quello che si muove, possibilmente evitando di essere divorati dagli ’spiritelli’ che infestano le aree di gioco.

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House of Cockroach

Posted by Mario Ferrentino On gennaio - 20 - 2010

Farci strada in ville infestate da non-morti di ogni genere, come Sega ci ha ben abituato con la serie The House of the Dead, è ormai roba da femminucce: ci vuole decisamente più sangue freddo contro un’orda di viscidi e meschini scarafaggi. Almeno secondo i ragazzi di Tworkstudio, team autore di House of Cockroach, disponibile sulla sezione Indie Games di Xbox Live e scaricabile per 240 Microsoft Points (2,88€).

Il gioco è praticamente uno sparatutto in prima persona su rotaie, nel quale al giocatore tocca l’arduo compito di far fuori quanti più scarafaggi possibile entro un certo limite di tempo. Facendo ciò accumuleremo punti, che varieranno in base all’arma utilizzata e al tipo di insetto eliminato. Potremo decimare i bagarozzi utilizzando una mitragliatrice (che nella maggior parte dei casi garantisce il minimo del punteggio a favore di un’elevata velocità di fuoco), delle bombe (che fanno piazza pulita con un colpo, ma che sono limitate) o la Reflect Gun (che spara sfere capaci di rimbalzare sui muri e sugli oggetti per alcuni secondi, facendoci accumulare il massimo dei punti per ogni uccisione). La lista di tutti gli insetti presenti, e del punteggio ottenibile relativamente ad ogni arma, è comodamente consultabile mettendo il gioco in pausa. House of Cockroach si compone di 14 missioni in totale, che ci porteranno ad esplorare vari punti della casa infestata: dalla cucina alla camera da letto. Segnalo anche una discreta realizzazione tecnica, e la possibilità di giocare in cooperativa locale con altri 3 amici.

Pagina Xbox Live Marketplace di House of Cockroach

Boom

Posted by Angelantonio Citro On agosto - 22 - 2009

210809-boomOggi facciamo un salto indietro di vent’anni nel mondo delle console portatili. Ai quei tempi, il termine “videogioco” significava ancora soltanto “roba per bambini”, mentre i genitori e i nonni avevano l’unico compito di sborsare denari per assicurare un mattoncino colorato (e qualche cartuccia che vi si inserisse) sotto l’albero dei propri pargoli. Parliamo ovviamente del “mattone” a 8-bit di Nintendo, il Game Boy.

Tutto questo per introdurre Boom, l’ultimo shooter di Jan Willem Nijman (già autore di 10800 zombies), ammirevole tributo al mondo degli FPS “ridotto”, appunto, in formato Game Boy. No, no non occorre che vi precipitiate a riesumare il vostro defunto mattoncino colorato (o avevate quello trasparente?): non è un progetto così ambizioso da essere venduto stampato su cartuccia (come Pier Solar o Guru Meditation), è gratis, per PC e richiede essenzialmente solo due-tre tasti (e le frecce), come Wolfenstein 3D.

Ovviamente l’unico modo per sviluppare un shooter tridimensionale fluido per Game Boy (senza essere Dylan Cuthbert), è non tener conto delle limitazioni hardware, e così Nijman ha fatto. Ma hey, guardate lo screenshot: quei verdi e quei gialli non vi ricordano un po’ i colori di Sarasa Land? Giocando a Boom, si è trasportati nel mondo giallastro e spigolosissimo del GB, con pixel talmente grossi che a volte si fatica persino a distinguere i nemici, gli elementi dello scenario e le armi. Per esempio, mica l’avevo capito che quella striscia nera era in realtà uno shotgun? Ah, ma ragazzi: questo è vero amore.

Download Boom

Si svegli Mr. Freeman, è tempo di mod!

Posted by Angelantonio Citro On agosto - 17 - 2009

Può una mod di un gioco tripla A essere considerato un gioco indie? Dovrei dar fondo a tutto il mio bagaglio di rotelline e materia grigia per cavarne fuori una risposta corretta, ma fa un tale caldo che pensare è quanto mai un optional. Ma proviamoci lo stesso: il gioco di base è Half Life 2: Episode Two, dunque parliamo di quel figurino filo-indie di Gabe Newell (mica Cliff B.?). 1 a 0 per “mod è indie”. Ah, per forza di cose è necessario il gioco originale: 1 a 1. Ma Valve l’ha messo in saldo proprio in questo periodo (vostro a € 4,07), dunque: 2 a 1. La mod ovviamente è gratis: 3 a 1. L’autore si è firmato solo con lo pseudonimo mbortolino e, nonostante le recensioni positive ricevute da quando è online (circa un mesetto fa), non si è mai fatto avanti (sappiamo solo che probabilmente è un fan dell’A-Team). Sarà timido o è solo una diabolica mossa strategica per attirare l’attenzione? Certo uno sviluppatore indipendente tende a esprimere il suo mondo personale attraverso un gioco e poi a discuterne a viso aperto, ma gettare una pietra così raffinata e poi correte a sotterrare la mano è molto più indie. Risultato finale: 4 a 1. Research & Development può scientificamente considerarsi un titolo indie.

Se qualcuno ha da muovere un’obiezione la gridi nel microfono del proprio Nintendo DS, ma prima faccia un piacere a se stesso acquistando HL2: Episode Two e istallandoci subito la mod. Per i fan dello sparatutto che ha semi-rivoluzionato il genere sarà come avere tra le mani una sorta di “Episode Three”. Questa volta però è prettamente un gioco da scienziati: durante le due-tre ore necessarie al completamento dell’avventura, c’è da fuggire da zombie e Combine con il solo ausilio del proprio cervello e delle possibilità fisiche (davvero sorprendenti) del Source Engine. L’unica arma seria che avremo a disposizione dopo un po’ sarà la Gravity Gun, ma ciò non renderà il tutto più facile visto che il più grande ostacolo rimarrà costantemente la mole di  enigmi a suon di fisica e interazione ambientale, che vanno dal magheggiare con celle a energia e microonde fino a costruire un… ah, stavo per spoilerarvi una chiccissima! No, non posso farlo, non me lo perdonerei mai, non con gioco del genere. Sarebbe come dirvi: “the cake is a lie!”. Ops.. ma questo lo sapevate già, giusto? No? Allora già che ci siete acquistate anche Portal, gustatevi la torta (se non l’avete già fatto) e poi assaggiate anche qualcuna di queste mappe.

Scarica Research & Development (è necessario aver installato Half Life 2: Episode Two)

Polynomial

Posted by Angelantonio Citro On giugno - 24 - 2009

230609-polynominaliOggi vi portiamo nello spazio profondo, in galassie lontane lontane composte da nebulose frattali e impalpabili ammassi matematicamente generati. Si chiama Polynomial, e l’autore (tale Dmytry) lo descrive semplicemente come uno sparatutto spaziale. Noi, invece, già sentiamo il profumo di un’opera prepotentemente spettacolare.

Né dalla galleria di screenshot, né dai trailer si può capire del tutto il livello di immersività che caratterizza lo spazio di Polynomial: cliccate due volte sull’eseguibile, configurate le opzioni video a schermo pieno con la risoluzione del vostro monitor e, mouse alla mano, siete pronti per immergervi in autostrade di stelle e setose galassie senza fine.

Se la parte “esplorativa” assomiglia a un viaggio da LSD, settando la difficoltà a livelli più alti lo spazio inizia a popolarsi di eteree entità (segnalate da frecce rosse sull’interfaccia) da abbattere a colpi di “laser”. Riempitele di colpi e… POP! scoppiano come bolle di sapone sparando altri effetti frattali direttamente nelle vostre sinapsi. A proposito: attenti alla materia grigia! L’autore ci tiene a sottolineare che molti giocatori hanno accusato giramenti di testa giocando con l’opzione “Dynamic reactor” attiva (che infatti di default è disattivata).

Come già detto, il gioco non è ancora completo, ma Dmytry ha già anticipato che, tra le altre cose, sta lavorando per inserire una modalità multiplayer che funzioni a dovere. Quella di prova è disponibile gratuitamente ma, sborsando 15,00€ (o più), se ne può acquistare una con più arene, migliori effetti sonori, un editor e la possibilità di ricevere in futuro gratis quella completa.

Scarica la demo di Polynomial

dynamic reactor

Run For Your Life

Posted by Lorenzo Bianco On giugno - 6 - 2009

060509-runforyourlifeChi ritiene il divario tra arte e videogiochi un baratro incolmabile è destinato a ricredersi con questo Run For Your Life. In realtà non vi troverete nessun espediente trasmetti-emozioni, bensì… un sacco di quadri!

All’apparenza un FPS (anche piuttosto blando a dire il vero), Run For Your Life utilizza le meccaniche del genere di Doom come pretesto per mostrare le tele dell’artista (nonché autore del gioco) Kelly Hutchison. Mentre di tanto in tanto apparirà qualche stupido scheletro abbattibile con pochi colpi delle “solite” armi, l’occhio sarà costantemente attratto da disturbanti tele virtuali. Si va da un Joker a quattro occhi a una sorta di ultima cena col pagliaccio del McDonald (!), da un pollo-Superman a una famelica vecchia con la dentiera di fuori: ce n’è davvero per tutti i gusti.

Obiettare che un tale parto della fantasia (deviata) non possa chiamarsi gioco non ha certo senso sui lidi di Indie Vault; ciò non toglie che il lato ludico avrebbe di certo potuto essere ottimizzato ed espanso, magari limando qualche bug qua e là o sviluppando qualche enigma più intrigante, magari proprio sulla base dei mostruosi ritratti.

Una visitina a questa casa degli orrori ad ogni modo non potete negarvela. Poi, se ne vorrete ancora, sappiate che prima di tramutarlo in gioco, Hutchison ha ricamato sul suo museo dei video-percorsi a tema che trovate sul suo sito. Non sono ammesse foto con flash.

Scarica Run For Your Life