
Il
Game Design Challenge di quest’anno, sempre all’ormai conclusa GDC, ha visto la partecipazione degli acclamati game designer Kim Swift, Jenova Chen, Erin Robinson ed Heather Kelley. I quattro sviluppatori si sono così sfidati a colpi di originalissime idee e meccaniche di gameplay nel particolare tema della competizione:
Real-World Permadeath, ovvero la morte permanente dell’uomo nel mondo reale. Argomento di certo non allegro, ma sicuramente interessante e tutt’altro che banale; vediamo cosa sono riusciti a tirarne fuori.
Last Game & Testament, Erin Robinson e
Heather Kelley
Secondo Heather Kelley, creare un testamento è probabilmente un compito parecchio tedioso, e anche la lettura di questo è un evento conosciuto per essere abbastanza stressante e all’origine di un clima scontroso. Da qui nasce l’idea, forse un pochino macabra, alla base di questo ipotetico titolo:
Last Game & Testament non è altro che una sorta di programma che si pone il compito di sostituire il critico momento della scrittura del proprio testamento e soprattutto della lettura da parte dei familiari dopo l’avvenuta morte. La persona che dovrà scrivere le proprie ultime volontà, collegherà ogni suo bene materiale all’ereditiere scelto (in relazione ai vari avvenimenti storici della famiglia) tramite un semplice sistema di codici a barre. Una volta passato il giorno dell’ultimo saluto, gli affetti più cari dovranno quindi caricare e condividere l’applicazione, con ovviamente il "salvataggio" del testamento nei loro dispositivi mobile. A questo punto la famiglia inizia un vero e proprio “indovinello” a punti, in cui ogni membro, per ogni oggetto, dovrà cercare di indovinare a quale persona è stato realmente assegnato. Una volta conclusa la votazione, ad ogni turno partirà un video pre-registrato che rivelerà la persona prescelta e spiegherà il motivo della donazione. A "gara" conclusa rimarrà un solo bene ancor più prezioso e speciale che verrà assegnato al familiare vincitore con più punti accumulati: colui che avrà quindi dimostrato una maggiore conoscenza della famiglia e della sua storia. Che allegria eh? Passiamo oltre.
Heavenville, Jenova Chen
"La maggior parte dei giochi commerciali non sono altro che finzione. Usiamo la finzione per raccontare la verità, ma la morte nel mondo reale è già una verità. Stavo pensando alla piattaforma ideale a trattarla": Jenova Chen punta così a Facebook e fa pure il verso a Farmville, mostrando l’evoluzione del logo del suo
HeavenVille che da nero passa a rosa, in pieno stile Zynga. Non che il titolo precedente (Last Game & Testament) non fosse particolare, ma questo forse lo è ancora più: HeavenVille è sostanzialmente un mercato azionario fittizio, dove noi potremo investire i nostri soldini in "azioni" che in realtà sono rappresentate da persone non più in vita. Il gioco mette in classifica diversi personaggi famosi ordinandoli secondo un indice di popolarità, come ad esempio il numero di ricerche su Google. Per equilibrare la cosa e rendere più giustizia, il "punteggio" di ciascuno viene però rielaborato considerando il tempo trascorso dal giorno della sua morte. Ad esempio, un Michael Jackson che in quanto a visite su Google sarebbe oggi ben più popolare di un George Washington, viene riportato in basso rispetto a quest’ultimo, dando così maggiore importanza alla popolarità mantenuta negli anni e nei decenni, se non nei secoli. Ma in un certo senso, precisa Chen, Michael Jackson è un titolo in rapida crescita. "Bisogna puntare agli investimenti potenziali. Susan Boyle (la rivelazione di Britain’s Got Talent) sarebbe stata un acquisto formidabile solo qualche anno fa, prima che diventasse famosa in tutto il mondo. Se qualcuno l’avesse comprata allora, avrebbe potuto generare un enorme profitto (alla sua morte)". Ogni celebrità vedrà ulteriormente valorizzato il suo punteggio grazie a vari aspetti, come il numero di amici LinkedIn e le pubblicazioni di libri su Amazon. Oltre all’obiettivo primario di guadagnare soldi virtuali grazie ai propri investimenti e alle compravendite tra amici, i giocatori potranno usare la celebrità acquistata per vantarsi pubblicamente, in diversi modi, sulla bacheca di Facebook. Contenti loro. Direi forse che erano meglio gli aggiornamenti del mio amico Paolo e della sua fattoria.
Karma, Kim Swift
"Molto probabilmente morirò in uno di questi due modi [oggi si sta allegri insomma]: per un attacco di cuore o per qualche forma di tumore, basandomi sulla storia della mia famiglia. Se dovessero dirmi di avere un tumore e due mesi di vita ancora a disposizione, cosa penserei?", si chiede Kim Swift. La risposta è forse quella più ovvia per ciascuno di noi: "Merda". L’idea alla base del titolo di Kim entra esattamente in questa delicata situazione, cercando di fornire motivazioni a sorridere e a portare in ogni caso aiuto e gioia alle persone prossime. Sia nel gioco che al di fuori, nella nostra vita. In
Karma ci troviamo nei panni di una persona a cui rimangono due soli mesi di vita e a cui non rimane che la possibilità di scegliere: sorridere, aiutare e rendersi disponibile, oppure abbattersi e vivere gli ultimi giorni nella tristezza. "Se vuoi essere imbronciato e triste è perfettamente normale; puoi benissimo farlo. Ma quello che voglio è incoraggiare ad aiutare le persone", dice Kim Swift. Nei due mesi che ci rimangono, verremo portati dal nostro ambiente lavorativo a quello domestico, per poi passare le ultime settimane in ospedale e gli ultimi giorni distesi a letto. In ogni luogo avremo, sempre più deboli, comunque la possibilità di aiutare in più modi le persone a noi vicine: portare caffè e brioche in ufficio, sistemare il computer di un collega, invitare i nostri vicini di casa a prendere il tè, trovare quel gattino disperso, visitare bambini malati all’ospedale, o aiutare qualche anziano in carrozzina. Ogni buona azione (che ci verrà proposta anche per il nostro mondo reale) ci sottrarrà forza vitale per accrescere invece il nostro karma, il nostro benessere interiore. Ci avviciniamo alla nostra ora e quello che possiamo ormai soltanto fare è parlare e stare vicino ai parenti che verranno a trovarci, invece che pretendere di stare soli. E poi solo un sorriso, da disegnare sullo schermo; "E’ difficile da compiere, perché non hai molte energie rimaste. Ma è la tua ultima azione come essere umano su questo pianeta".
Il vincitore dell’evento, colui che si porta a casa l’inestimabile premio che corrisponde a una bella bottiglia di whiskey Jameson (bisogna accontentarsi), è Jenova Chen con il suo
HeavenVille: titolo sicuramente particolare e originale, con più di un idea geniale. E tutto quello che si vuole, ma io avrei votato Karma, anche in relazione al tema dell’evento. Scusate, dovevo dirlo, ora lascio a voi i commenti.