(04-09-2012 19:33)Pix3l ha scritto: Secondo me questo tipo di messaggio viene troppo spesso frainteso, non intendono che un'appassionato sia un professionista, ma che sia una persona che per passione si mettera' in gioco e in pari con il lavoro e gli altri, senza dover chiedere eccessivo supporto a terzi. (Grosso modo...)
No ma infatti alla voce "appassionato" spesso non si fa corrispondere la voce "esperto"

Ma il discorso che, credo, faccia Adams (e con il quale mi troverei d'accordo, nel caso fosse così) si svolge su un piano qualitativo dell'offerta lavorativa.
Cioè: se sono uno che ha la giusta passione, la giusta voglia di fare e la giusta professionalità (che, quindi, nel caso del "non esperto", non è necessariamente legata all'esperienza), non è detto che per questo non voglia dal lavoro un certo tipo di "dignità".
In breve: se lavoro dignitosamente, vorrei essere trattato dignitosamente, anche se fossi assunto come spazzino degli studi in questione.
Ad esempio, se uno va a vedere gli annunci di lavoro della Epic Games, per un Designer non "Senior", vogliono 4+ anni di esperienza nel settore con almeno 2 titoli rilasciati, ma:
Citazione:Epic Games offers an outstanding benefits package to eligible employees:
- Epic paid medical and dental insurance for employees and dependents
- Epic paid life, accidental death & dismemberment and long term disability insurance
- 401(k) plan with generous match and profit sharing*
- 15 days paid vacation
- 7 paid holidays (and we’re closed the week between Christmas and New Year’s Day)
- Paid sick leave
- Flexible work hours; employees must be present during core hours, which are currently 1:30 pm to 5:00 pm
*(che dovrebbe essere una sorta di piano di pensionamento)
E' chiaro che se lavori già da 4 anni nel settore e hai sviluppato dei titoli sei qualcuno più stabile economicamente e che magari la famiglia già se l'è fatta, però è un approccio che non ho visto quasi mai (ma potrebbe essere cecità mia)
(04-09-2012 19:33)Pix3l ha scritto: Il mio obbiettivo e' scrivere buon codice, e sono contento quando ci riesco, ma questo non vuol dire che sia un professionista o un genio, faccio tutto al meglio delle mie capacita'.
Se la tua passione è quella di scrivere un buon codice, indipendentemente dal prodotto per il quale lo scrivi, allora probabilmente non avrai mai questo tipo di "dibattito" interiore

Oltretutto agire professionalmente, non ritengo voglia necessariamente dire essere professionisti (e vale per tutti i campi, ovviamente). Un agire professionale potrebbe anche essere espresso "semplicemente" dal riconoscere di aver fatto un errore e porvi rimedio
(04-09-2012 19:33)Pix3l ha scritto: a mio parere la passione supera sempre la professionalita', quest'ultima viene con il tempo e sara' sicuramente frutto di passione.
Nell'ambiente informatico specialmente, posso dire di non aver mai visto produrre buoni risultati da gente priva di passione, perche' c'e' differenza nello scrivere codice con interesse per quel che si fa invece di scriverlo solo perche' si "pensa" che vada fatto cosi'.
Infatti, come nel caso di Van Gogh, la passione potrebbe\dovrebbe essere il "carburante" che ti mantiene in carreggiata anche quando la strada è dissestata e impraticabile.
Il fatto è che con "professionalità" si indica "l'insieme degli elementi che differenziano un professionista da un dilettante", quindi sia la competenza sia la costanza e la serietà, cose che secondo me andrebbero considerate
anche a parte (credo che un dilettante scrupoloso e costante nel suo lavoro sia meglio di un abile distratto).
:V Ecco, ora ho paura di contraddirmi linguisticamente e logicamente.