The Body Changer: un puzzle game italiano su Steam

Con The Body Changer la software house italiana TheShortAndTheTall approda su Steam, proponendo un puzzle game ibrido in cel shading.
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TheShortAndTheTall è una piccolissima casa di sviluppo italiana composta da due veterani del settore: prima di dedicarsi alla sfera indipendente, infatti, Alberto e Alessio hanno lavorato per produzioni quali Tony Tought 2 e Street Jam Basketball. Con The Body Changer, il duo è riuscito nell’impresa di convincere pubblico e critica già in fase di Early Access, offrendo un prodotto più personale e di indubbio impatto.

Il gioco si propone come un “metroidvania con gameplay cooperativo”. Specifichiamo subito: non si tratta di un cooperativo multigiocatore, ma di un gioco nel quale poter controllare a piacimento diversi personaggi, ognuno con le proprie peculiarità. Il fulcro dell’esperienza starà proprio nella particolare commistione tra azione in terza persona e puzzle game dal giusto livello di difficoltà e impegno. Gli elementi di spicco della produzione sono i SynBs, cloni alieni che troveremo ed utilizzeremo nel corso dell’avventura, un dinamico sistema di puntamento e utilizzo dell’armamentario, le diverse tipologie di interazione tra personaggi, nemici ed elementi di gioco, e infine una serie di rompicapi su cui sbattere ripetutamente la testa (almeno questo è quanto promette la descrizione del gioco su Steam: “E’ così raro usare il cervello per giocare che probabilmente hai dimenticato come si fa…”).

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A livello tecnico possiamo annoverare The Body Changer tra i migliori titoli italiani di recente uscita, con il suo comparto grafico interessante e di qualità. Colpisce subito un ottimo uso del cel shading, che si abbina perfettamente al particolare gameplay misto voluto dagli sviluppatori e ne arricchisce l’esperienza. Numerosissime anche le ambientazioni, che in molti puzzle game rischiano di essere ripetitive non solo nelle meccaniche ma anche nell’impatto visivo. Il gioco, rigorosamente single player, contempla una modalità Storia nonchè tre sfide Arena, ciascuna con dinamiche differenti, per ogni livello.

Il gioco risente di qualche carenza dovuta in parte alla natura indie dello sviluppo. Molti utenti hanno infatti lamentato una certa legnosità nelle animazioni ed alcun scelte di game design piuttosto frustranti. Altro neo la colonna sonora, giudicata da gran parte della critica di settore troppo povera e poco in linea con l’atmosfera di gioco. Nonostante questi difetti, comunque, il prodotto rimane su standard piuttosto alti e merita sicuramente uno sguardo da parte degli appassionati del genere.

Studente universitario nonché blogger veterano nel campo videoludico. Da sempre appassionato di videogames, si occupa principalmente del settore dello sviluppo indipendente e del PC gaming.
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